AUGURI DI NATALE 2016 di don Luca Ferrari

In Gesù abbiamo tutto. Dio con noi, la potenza e l’amore.
Avere Gesù è avere ogni grazia, ogni aiuto.
(dagli appunti di don Pietro)

Carissimi amici,

nel giorno di Natale siamo chiamati assieme a rendere grazie a Dio che ci è venuto incontro. Nel modo più bello e più umile. In un bambino che sarà un giovane, un uomo nel quale risplende la sapienza e la misericordia di Dio per ciascuno.

Quest’anno in particolare nel tempo di Natale faremo memoria di come siamo stati raggiunti dalla presenza viva del Signore attraverso don Pietro, ricordando il centenario della nascita e l’anniversario della morte.

Non tutti lo abbiamo conosciuto personalmente, in una parola, in un sorriso rivolto a noi, nella celebrazione di un sacramento. Ma la sua paternità si è allargata oltre i confini della sua esistenza terrena a molti figli che sono divenuti fratelli attraverso la famiglia che ha generato. E oggi, più che mai, comprendiamo di essere chiamati a portare il dono ricevuto ovunque siamo chiamati.

È come entrare nella basilica della Natività a Betlemme: una facciata imponente e anonima, una minuscola entrata e, all’interno si sviluppa una basilica imponente appena restaurata, nella quale sono ben visibili le tracce della sua storia quasi bimillenaria. E che offre riparo e speranza di pace agli uomini del nostro tempo per le future generazioni. Questo tempio è lo spazio che introduce nel mistero della nascita di Gesù. Quello che vivremo sarà il tempo liturgico che ci riporta alle radici della esperienza del Dio con noi dal culmine al suo compimento.

Mi sembra molto congeniale al mistero del Natale questa serie di festività. Non in segni straordinari o eclatanti, non nel luccicante quanto vuoto miraggio di verità astratte. La sua promessa “Voglio passare il mio paradiso nel fare del bene con voi” non è stata vana. Alimentata alla scuola dei santi, la certezza intima espressa nel testamento a noi indirizzato continua a realizzarsi. Don Pietro con umiltà ci ha generati, incontrati, fatti crescere e consegnati al Signore che ci chiede oggi una vera maturità.

Tante cose sono cambiate negli anni. Dalla nascita di don Pietro è trascorso un secolo impressionante per le forti accelerazioni che hanno coinvolto tanti nell’esperienza di Dio e nella fraternità umana.  La guida sapiente di don Pietro non ci ha offerto semplicemente una formula magica che mettesse al riparo dalla fatica della conversione. Piuttosto ci ha invitato a camminare con umiltà e fiducia nell’unità, frutto di una continua obbedienza allo Spirito che ci è stato dato.

Certo anche la nostra piccola storia ci ha offerto negli anni scenari imprevedibili. Basta scorrere gli appunti meticolosamente annotati e raccolti in questi anni per vedere quante cose si sono trasformate. Ma le intuizioni che hanno ispirato il nostro cammino restano sempre una meta da raggiungere ogni giorno. Il Signore, infatti, viene nella pace e nel silenzio della notte a riempire di luce i cuori di chi vegliava il suo gregge e i passi di un popolo che camminava nelle tenebre.

All’inizio c’è stata la fiducia e il coraggio di chi ha seguito don Pietro, poi è venuta la gioia di chi ha condiviso con lui tante esperienze, ed oggi è tempo di riconoscenza e di nuova generosità. Accogliere il Vangelo significa sempre seguire una persona. Un bambino! “Nel bimbo non c’è malizia”, annotava don Pietro nei suoi appunti. Niente paura, dunque.

A ciascuno di noi è chiesta tanta confidenza. Assieme alle gioie profonde, col passare degli anni, si accumulano anche fatiche, ferite e qualche pensiero cupo e sfiduciato. È il momento di lasciarsi conquistare dalla semplicità di un bambino che viene a noi come dono del cielo, di Dio, per allargare i nostri cuori.

La povertà di Nazareth ci invita a riscoprire che in Gesù davvero il Padre ci dona tutto! Davvero “avere Gesù è avere ogni grazia, ogni aiuto.” Solo nella vera povertà possiamo restare uniti. Povertà nei pensieri, nelle parole e nelle opere. E solo nella unità il Signore benedice con ogni benedizione la nostra vocazione, per noi e per i nostri cari.

Anche il nostro tempo, come ben aveva previsto don Pietro, è segnato dalle tante tragedie nate dall’egoismo, dall’avidità, dalla vanità, dal calcolo, dall’indifferenza, dalle divisioni, insomma dal peccato.  Come possiamo non rendere grazie per la fioritura di bene che vediamo in tante famiglie, in tanti bimbi, in tanti anziani buoni e fedeli, in tanti giovani pronti a dare la propria vita per la gioia dei fratelli!

Ci è stato insegnato ad educare le nostre passioni per una piena fecondità di vita. Siamo stati accompagnati dalla testimonianza di chi ha messo la propria gioia nel bene dei fratelli. Ci ha conquistato la vita trasparente di chi è immerso in Dio. Siamo stati custoditi da una fraternità libera dall’invidia e dalla gelosia, premurosa e delicata, fedele e casta.

Tutti sappiamo quale sia il modo migliore per ricordare don Pietro e presentarlo vivo, onorando il dono ricevuto: “in una carità fervida che supera ogni divisione e discordia”. E tutti siamo chiamati alla gioia, siamo attesi alla grotta. Siamo tutti invitati e ciascuno di noi risponde nella libertà.

Quest’anno in particolare, nella notte santa, quando viene scoperto il bambino Gesù al canto del Gloria, dovunque ci troviamo e qualunque sia il percorso che ci ha condotti qui, vogliamo riservare una preghiera speciale di affidamento alla Santa Famiglia di Nazareth delle nostre comunità e di tutti quanti il Signore ci ha affidato.

Pace in terra agli uomini che Dio ama.

Pace e gioia a tutti voi!

Con amicizia.

don Luca

 

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