Domenica di Pentecoste, omelia di don Pietro Margini, anno B

Domenica di Pentecoste, omelia. Accompagnati  dalle parole di don Pietro Margini (1917-1990), per vivere con frutto questo tempo prezioso.

At 2,1-11; Sal 103; Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15.

Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,22).

Sentiamo com’è grande, com’è vera, com’è bella la promessa di Gesù. Sentiamo che la festa è grande, perché il dono non potrebbe essere più grande. Non riceviamo solo delle grazie e dei favori, riceviamo lo stesso Autore di queste grazie e di questi favori. “Ricevete lo Spirito Santo”. Sentiamo che tutta la vita cristiana è condensata qui, è espressa qui, è magnificata qui.

Noi abbiamo, dolce Ospite dell’anima nostra, lo Spirito Santo. Egli abita nella Chiesa: oggi è la festa ecclesiale per eccellenza, è la prima festa. Sentiamo che lo Spirito Santo, che abita nella Chiesa, che produce le meraviglie del suo amore in tutte e singole le anime e nella comunità intera, costituisce la nostra grande ricchezza, la nostra incomparabile ricchezza. L’amore di Dio, diffuso nel nostro cuore, ci rende figli di Dio, ci insegna gli atteggiamenti che un figlio deve avere verso il Padre. Ci insegna che la vita ha un grandissimo valore, ci insegna che le tribolazioni, le pene di questa terra, santificate da Lui, poste in Lui sono la causa e un preludio della nostra felicità eterna.

Sentiamo come è vero il saluto di Gesù: “Pace a voi!” (Gv 20,19). È la vera pace del cuore, perché noi siamo ricchi, ricchi di incomparabili ricchezze divine: noi possediamo lo Spirito e abbiamo la garanzia che siamo amati dal Padre e che il Padre ci condurrà fino nella sua gloria. È la nostra ricchezza, è la nostra santità, santità vera: siamo consacrati nello Spirito Santo.

Che cosa vuol dire consacrazione se non che lo Spirito Santo, abitando nell’anima nostra, influisce su tutta l’anima e su tutte le facoltà dell’anima perché pensiamo i suoi pensieri, perché amiamo col suo affetto, perché operiamo nel suo nome?

Il cristiano non deve vivere solo una vita onesta o umana, ma deve vivere la realtà della sua conquista, e ha conquistato la vita stessa di Dio. Per merito del sangue del Signore noi abbiamo questa santità e dobbiamo vivere nell’ordine di questa santità. Non abbiamo la guida di una legge che viene dal di fuori di noi, una legge che ci umilierebbe; la nostra legge è lo Spirito Santo. La nostra vera condotta è essere con Lui, guidati da Lui, sorretti da Lui, perché tutto nella nostra vita sia degno, sia santo, sia bello.

E lo Spirito Santo è l’anima di tutta la compagine ecclesiale. Lo Spirito Santo guida non solo l’individuo, modula tutti i movimenti della Chiesa. La Chiesa è santa perché possiede lo Spirito, la Chiesa è maestra perché possiede lo Spirito, la Chiesa è infallibile perché è sotto la sua direzione. Come ci dobbiamo trovare bene nella Chiesa! Quale ricchezza è essere nella Chiesa! La Chiesa non è una società fatta dagli uomini, la Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, fatto e tenuto unito dallo Spirito Santo. La Chiesa è una cosa mirabile, proprio perché è vivificata continuamente dallo Spirito. Quello che sembra avvenga a caso non è un caso, avviene sotto la direzione dello Spirito; quello che avviene per i nostri difetti di uomini, lo Spirito Santo lo prende per indirizzare a sempre maggiore meta, a sempre maggiore coraggio la sua Chiesa.

Allora sia oggi una festa di gioia, perché è una festa che ci fa considerare quello che abbiamo ricevuto e la santità che possiamo acquistare. Sia una festa di gioia e sia una festa d’invocazione. Lo sappiamo bene: non celebriamo oggi un ricordo, celebriamo un avvenimento che è continuo, l’avvenimento della nostra unione con lo Spirito.

Gioiamo profondamente e invochiamo, sapendo che la nostra invocazione è ascoltata e guidata. E procuriamo di essere veri templi dello Spirito Santo nell’umiltà, nella purezza, nella carità, nel dono. Ognuno di noi sia degno di essere, così, unito allo Spirito Santo. Ognuno di noi cerchi di non contristare in nessun momento lo Spirito, ma di andare con lo Spirito in tanta e grande fortezza.

Certo: la Chiesa attraversa momenti difficili, ma è sicura, è sicura di poter compiere la sua missione e noi ne dobbiamo essere perfettamente consci, ne dobbiamo essere intimamente lieti.

La Chiesa vince perché vince lo Spirito, la Chiesa deve vincere anche attraverso noi perché possediamo lo Spirito. Poniamo dunque tutta la nostra umiltà, tutta la nostra soggezione, tutta la nostra dipendenza, perché lo Spirito Santo regni attraverso noi, regni in tutta la vita della nostra società, regni perché è la potenza di Dio, è l’amore di Dio, è l’amore del quale non può darsi uno maggiore, perché è l’amore stesso della Trinità che è comunicato alle nostre anime.

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