Il confessore secondo papa Francesco

Commento di don Luca Ferrari al discorso di papa Francesco al corso sul foro interno organizzato dalla penitenzieria apostolica

La trasmissione di Radio Vaticana di rassegna stampa, l’Edicola, ha ospitato il 10 Marzo don Luca Ferrari, fondatore dell’Associazione Comunitá Sacerdotale Familiaris Consortio, Missionario della Misericordia e ideatore del gruppo Giovani&Riconciliazione. Nell’intervento, don Luca ha commentato discorso di papa Francesco al corso sul foro interno organizzato dalla penitenzieria apostolica:

“Anzitutto direi che è necessario sempre riscoprire, come afferma san Tommaso d’Aquino, la dimensione strumentale del nostro ministero. Il sacerdote confessore non è la fonte della Misericordia né della Grazia; ne è certo l’indispensabile strumento, ma sempre solo strumento! E quando il sacerdote si impadronisce di questo, impedisce che Dio agisca nei cuori. (…) Ricordare di essere, e dover essere, solo strumenti della Riconciliazione è il primo requisito per assumere un atteggiamento di umile ascolto dello Spirito Santo, che garantisce un autentico sforzo di discernimento. ” (papa Francesco)

A commento di queste parole don Luca ha sottolineato che la grandezza e la gioia stessa del confessore stanno nel fare in modo che i giovani in lui possano trovare Gesù. La chiamata del confessore è quella di testimoniare in modo sicuro il perdono di Dio, la certezza per il penitente di essere perdonato fino in fondo. Con umiltà il confessore si mette in ascolto di ciò che lo Spirito Santo suggerisce al cuore del penitente. Infine il confessore è un testimone: come i martiri; come persona le cui parole, corpo, anima, sentimenti, volontà e gesti parlano dell’opera di Dio e infine come colui che riconosce ciò che Dio opera in quanti lo cercano.

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