IV Domenica di Quaresima, anno B – omelia di don Pietro Margini, 1988

Omelia di don Pietro Margini (1917-1990), 1988

IV DOMENICA DI QUARESIMA (2 Cr 36,14-16. 19-23; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21)

Il messaggio di questa domenica è evidente: quando è venuto Gesù, nel mondo è venuta la luce, una luce stupenda, magnifica, che ci ha riempito il cuore di gioia.

Vogliamo celebrare l’itinerario della luce, l’itinerario perciò della gioia. Noi crediamo che Gesù è il Figlio di Dio; noi crediamo che Gesù è il Salvatore e questa gloria è la gloria di Dio e anche la gioia nostra. Abbiamo Gesù, con Lui abbiamo tutto. Dio infinitamente buono, ha sparso nella creazione il segno delle sue perfezioni. Ci ha dato la bontà, e ci ha dato la bellezza. Le opere di Dio sono buone e sono belle.

Dio ha dato al mondo la bellezza, perchè il mondo non si disperi. Dobbiamo saper vedere la bellezza, dobbiamo saperla sentire, dobbiamo saperla vivere. Tutto ciò che è peccato è sporco, tutto ciò che è peccato è volgare, tutto ciò che è peccato è indegno, tutto ciò che è peccato è disordine, è rivoluzione al giusto indirizzo che Dio ha dato a tutto.

Bisogna amare la bellezza; bisogna amare la bontà, per saper amare Dio, per saper vedere i suoi doni. Noi tradiamo la bontà e la bellezza quando ci consegniamo alle passioni, al capriccio delle passioni, allo spasmo delle passioni, quando noi ci offriamo al principe delle tenebre.

Oh, amiamo il bene! Oh, amiamo la bellezza come strada a riconoscere i passi di Dio nel mondo!

Dobbiamo riempirci il cuore di tanta letizia e in questa Quaresima dobbiamo imparare particolarmente questo: a saper vedere le cose belle, a saper vedere le cose buone, a scartare il peccato, a imparare come la gioia deve diventare per noi una virtù.

Lamentosi, ingordi, insoddisfatti, ci lamentiamo di molte e troppe cose e non sappiamo vedere quello che Dio ha diffuso nel creato e quello che Dio ha diffuso nella via della redenzione.

Gesù ci ha portato la pace, cioè la gioia; Gesù ci ha portato il vedere, cioè la luce, il vedere dove sono le cose che devono essere ammirate. Dobbiamo avere il gusto del bene, dobbiamo saper vedere la gioia nelle cose in cui troppe volte non vediamo che il peso e il dovere.

Il cristiano è un entusiasta, e giustamente! Non è un ingenuo, è uno che sa vedere perchè ha la luce di Gesù; è uno che sa misurare perchè ha con sé lo Spirito.

Impegniamoci nella riflessione sulla nostra gioia, sulla grazia della nostra gioia che ci viene da Gesù. Impegniamoci perchè questa domenica ci insegni dove dobbiamo trovare la vera felicità, dove possiamo veramente esultare di essere liberi dal peccato, di essere liberi da Satana, di essere liberi da tutte le suggestioni, perchè siamo con Lui.

Il diavolo menzognero adopera sempre la stessa arma: ci presenta una gioia e la chiama così per attirarci, ma non è vero. La gioia sta solo in Gesù, sta solo nella sua grazia, sta solo nella sua legge.

Uniamoci perciò agli Angeli del cielo e cantiamo a Dio l’inno della nostra riconoscenza, l’inno di quelli che sono salvati, di quelli che sono liberi, di quelli che hanno il dominio totale sulle loro facoltà, sul mondo. Tutti i demoni sono incapaci di nuocerci; Gesù ci ha dato il segno della vittoria dandoci il segno della sua croce.

Uniamoci a Gesù con fervore, con umiltà, con amore.

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