Omelia II Domenica del tempo ordinario, anniversario di matrimonio – ANNO C, don Pietro Margini

Omelia II Domenica del tempo ordinario, anniversario di matrimonio. Accompagnati  dalle parole di don Pietro Margini (1917-1990), per vivere con frutto questo tempo prezioso.

Is 62.1-5; I Cor 12,4-11; Gv 2,1-12.

È una grande festa di ringraziamento. Quando voltiamo indietro il capo, cinquant’anni sono una grande somma di tempo, di energie, di fede perché le energie si sono moltiplicate nella fede. Perciò c’è stata una moltiplicazione voluta così dalla misericordia di Dio e dalla collaborazione assidua dei due coniugi.

Noi ci uniamo a loro nel ringraziare: sappiamo bene che il nostro ringraziamento è inadeguato ma è doveroso. Dobbiamo ringraziare per quello che la Sua misericordia ha predisposto, per quello che la Sua misericordia ha preservato, per quello che la Sua misericordia ha preparato come un seme per l’avvenire. Perché la vita presente è proprio un seme, un seme per l’eternità.

Noi ringraziamo insieme e la nostra congratulazione non può fermarsi a una espressione verbale, non può fermarsi a qualche cosa di accademico: deve risultare una congratulazione nella fede, una congratulazione nella preghiera, una congratulazione nello spirito ecclesiale. Noi ci congratuliamo perché il Signore ha trovato in loro la corrispondenza, ha trovato in loro il «sì»: da quel primo «sì» di cinquant’anni fa i tanti «sì» che sono stati detti alla pulsazione che la grazia di Dio quotidianamente poneva, una pulsazione nello spirito e nella linea del Vangelo.

La comprendiamo: un domandare.

Se il Padrone viene e bussa: sì, vigilanti e pronti. Sì, pronti a fare la volontà del Signore, pronti a tutte le incombenze e a tutti i carichi che la vita ha comportato. Hanno detto di «sì» e questo è per noi motivo di edificazione, motivo di congratulazione nella fede che ci è comune, nella fede che insieme vogliamo raggiungere nella Sua perfezione.

Un «sì»: la vita spirituale in fondo è sintetizzata proprio da un «sì», un «sì» generoso, forte, bello. Un «sì» com’è stato il «sì» che la Madonna ha capito, com’è stato il «sì» dei servi che hanno preparato le giare, com’è stato il «sì» dei discepoli.

Nella vita spirituale bisogna saper dire di «sì» perché l’amore di Dio è magnifico: l’amore di Dio tiene nascosto per noi più di quello che noi immaginiamo. Il «sì» detto a Dio è il «sì» che ci nobilita, che ci rende grandi, che ci prepara all’eternità. È il «sì» che fa del bene ai fratelli, che rende la nostra vita utile. È il «sì» che prepara anche i miracoli.

Il «sì» della fede è il «sì» del sacrificio quotidiano, è il «sì» dell’impegno diuturno, è il «sì» della disponibilità senza calcoli e senza misura.

Il «sì»: il «sì» di una vita offerta così al Signore, tutta intera, senza diminuzioni e senza esitazioni. Una vita offerta, una vita donata alla famiglia, una vita donata alla Chiesa, una vita donata nell’esercizio della carità evangelica.

Ecco perché noi prendiamo il vostro esempio e vogliamo essere illuminati da questo esempio e spronati.

Ecco, nel frattempo, noi ci uniamo a voi per l’invocazione perché ancora tante siano le grazie del Signore, tante siano le magnifiche ricompense che Lui sa dare, perché tante siano quelle grazie di perseveranza di bene, di progresso di bene che possano concludere con perfezione la vita.

Io invoco proprio la grazia di Dio su di voi, invoco la benedizione di Dio, invoco la gioia di Dio, invoco di poter vedere nei vostri figli motivo sempre maggiore di conforto perché possiate realizzare con pienezza ciò che avete offerto al Signore, ciò che avete chiesto al Signore.

Cinquant’anni di vita offerta sono cinquant’anni che gridano al Signore: hanno una voce potente! Noi auguriamo che questa voce vi attiri una moltitudine di grazie, vi attiri una moltitudine di doni, vi attiri una gioia sempre forte e grande. La gioia di sapere che la vostra vita è stata così feconda e la carità che avete donato alla vostra famiglia, la carità che avete donato al prossimo, la carità dei malati, la carità dei sofferenti vi attiri particolari benedizioni dal Signore.

Abbiamo vicino a noi una figura che sentiamo tanto unita, la figura di Teresa. Sentiamo che il suo sacrificio, la sua immolazione ha avuto un significato e un valore altissimo. Anche ora è presente come sono presenti i beati del Paradiso e ci dice di camminare sempre nel bene, di realizzare sempre la volontà di Dio, di fare tutto quello che vuole il Signore per la Sua gloria e per il bene delle anime. Ascoltiamo Teresa e domandiamo a Teresa che interceda per noi perché la nostra comunità parrocchiale possa essere nella volontà del Signore con pienezza, con gioia e con umiltà.

Chiediamo a Teresa che è stata sedici anni nella sofferenza di un letto che possa veramente ottenere per ognuno di noi di fare sempre e con pienezza questa volontà divina, perché nella volontà di Dio sta la nostra salvezza.

Gli auguri rinnovati di tutta la comunità parrocchiale si trasformino in preghiera, in fervida e grande preghiera.

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