Omelia V Domenica del tempo ordinario – ANNO C, don Pietro Margini

Omelia V Domenica del tempo ordinario. Accompagnati  dalle parole di don Pietro Margini (1917-1990), per vivere con frutto questo tempo prezioso.

Is 6, 1-2. 3-8; 1 Cor 15, 1-11; Lc 5, 1-11

“Lasciato tutto, lo seguirono” (Lc 5, 11). Ed è diventata una costante necessaria nella vita spirituale: bisogna lasciare ogni cosa che è di impedimento e di ostacolo e seguirLo. La vita vale proprio in quanto è sequela di Lui, in quanto è il calcare le Sue orme.

Noi oggi celebriamo la festa della Madonna apparsa a Lourdes e vorrei che raccogliessimo questo messaggio che la Beata Vergine ha dato per il nostro tempo, ha ricordato per il nostro tempo. Il messaggio di Lourdes è un messaggio che invita alla preghiera e invita al distacco perché le cose purtroppo prendono così l’uomo che dimentica i valori essenziali.

Noi onoriamo Maria non tanto per quello che ha fatto quanto per quello che è stata: prima di essere Mediatrice è stata l’Immacolata. Ha seguito Gesù, Lo ha seguito così da vicino che, per conoscere bene Gesù, la strada unica è guardare alla Madonna.

Noi facciamo molti discorsi di missione, di evangelizzazione, di aiuto ai poveri e ai sofferenti e sono discorsi che vanno bene se c’è una premessa.  La premessa è questa unione stretta che deve avvenire tra noi e Cristo, tra noi e Colui del quale è detto: “E’ il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo” (Mt 17, 5). Bisogna diventare simili a Cristo: la nostra mente deve essere ricca della sua verità, il nostro cuore deve essere pieno del suo amore. Dobbiamo guardare le cose come le vede Lui, amare quello che Lui ha amato e respingere ciò che Lui ha respinto. Davanti al miracolo, abbiamo sentito, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore!” (Lc 5, 8). Non si può riempire la bocca delle Sue parole quando il nostro cuore non è Suo, non è Suo del tutto!

Non si può annunciarLo se la nostra vita è dissimile!

Il discorso della santità intesa così, come adesione totale a Cristo, è allora un discorso di fondamento, di primo piano. Noi dobbiamo diventare autentici nella nostra fede, ricordando che la fede senza le opere è una cosa morta, non vale.

Ed allora la nostra prima domanda, la nostra prima invocazione alla Madonna è proprio qui: nel volere essere come Lei simili al Signore, rinnovare nella nostra vita la Sua vita, vivere lasciando tutto, tutto ciò che è male, tutto ciò che è egoismo, tutto ciò che è orgoglio, tutto ciò che è sensualità.

Non le nostre passioni devono dominare in noi ma la potenza della Sua grazia!

Dice l’acclamazione al Vangelo: “Io vi ho scelti, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto” (Gv 15, 16). È solo così che noi possiamo dare vera testimonianza, altrimenti saremmo in una situazione ipocrita e stonata.

Essere come Lui, voler vivere come Lui e allora, sì, andare ad evangelizzare come Lui!

Il messaggio della Madonna a Lourdes è sembrato molto severo ma non era che il richiamo al Vangelo. È per questo che a Lourdes si medita il Vangelo nella sua integrità e per questo ci si ritrova non sul piano esteriore e folcloristico ma proprio in questa vera cognizione della Parola di Dio, in questa grande forma di sforzo per donarci al Signore, per essere come ha voluto Lui, come ha voluto i primi apostoli, come ha voluto tutti quelli che seguono gli apostoli.

Il profeta, lo abbiamo visto nella prima Lettura, quando contemplò la gloria di Dio si sentì perduto: “Ohimè! Io sono perduto” … “Ma uno dei serafini prese un carbone ardente con le molle e gli toccò le labbra!” (Is 6, 4-6). Ecco che cosa invochiamo per ognuno di noi: questo tocco purificatore che il Signore vuole compiere nella vita nostra se la nostra buona volontà collabora, se aderisce a questo piano di santità e di amore.

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