Omelia IV domenica di Avvento – ANNO C, don Pietro Margini

Omelia IV domenica di Avvento. Accompagnati  dalle parole di don Pietro Margini (1917-1990), per vivere con frutto questo tempo prezioso.

Mi 5, 1-4; Eb 10, 5-10; Lc 1, 39-48

 

“L’anima mia magnifica il Signore” (Lc 1, 46). In questa domenica ci è presentata la Madonna come aiuto e modello di accoglienza di Cristo. Veramente in Lei sempre dobbiamo fissare lo sguardo.

“L’anima mia magnifica il Signore”. Ha appena ricevuto nel suo grembo Gesù e già esprime la sua voce, la voce di Gesù. Gesù parla per mezzo di Maria, Gesù innalza al Padre il suo cantico, la sua offerta, la sua oblazione. Maria è veramente lo strumento eletto delle opere del Signore.

Noi dobbiamo guardare alla Sua fede così viva, così forte, al suo senso creaturale di umiltà e di abbandono alla volontà di Dio perché, in fondo, ricevere Gesù è ricevere la parola del Padre, è ricevere la volontà del Padre.

Quando mettiamo Gesù nella nostra vita mettiamo una perfetta sottomissione e un perfetto abbandono a ciò che vuole Dio da noi. Ed è su questo che dobbiamo insistere perché il peccato è fare la volontà propria e disprezzare la volontà di Dio. La perfezione consiste nel fare con sempre maggiore esattezza e con sempre maggiore amore la volontà di Dio. Come dobbiamo amarla la volontà di Dio! Tutti i giorni la ripetiamo, la ripetiamo perché Gesù ce l’ha detto: “Sia fatta la tua volontà” (Mt 6, 10) ma non in qualunque maniera, “la volontà tua vogliamo farla sulla terra con la stessa perfezione con la quale si fa in Cielo”. “Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1, 38), aveva detto Maria e l’ha detto e l’ha fatto: in tutta la sua esistenza non ha mai fatto la sua volontà, ha sempre fatta quella del Padre, ha sempre seguito Gesù, ha sempre adempito alle ispirazioni che lo Spirito Santo le dettava nel cuore.

Dobbiamo allora, per prepararci al Natale, vedere nella nostra vita come adempiere meglio la volontà di Dio. La volontà di Dio è che noi siamo simili a Gesù: “conformi” – dice san Paolo – “all’immagine del Figlio suo” (Rm 8, 29). “Conformi”, cioè quello che c’è stato in Gesù dev’essere anche in noi, dev’essere la Sua grande ansia della gloria del Padre, il Suo spirito di umiltà, la Sua generosità verso tutti, il Suo servizio fino alla croce, questo Suo morire che Lui paragonava alla morte del chicco di grano. Essere come Gesù! Far Natale vuol dire diventare più simili a Gesù, fare il Natale vuol dire abbandonare di più le nostre posizioni e andare a Betlemme cioè andare a ricevere il Signore e a riprodurlo nella nostra esistenza.

Cerchiamo la volontà di Dio, cioè in altri termini, facciamo tutto per amore di Dio. Chi ama Dio ha adempito tutta la legge.

Ama e fa’ quello che vuoi, ama e poi non avrai delle difficoltà o meglio le supererai con slancio e con entusiasmo. Ama il Signore perché viene a te ancora una volta per insegnarti la grande lezione della vita.

Va’ anche tu incontro a Lui: Egli vuole nell’Eucaristia darti il suo cuore, ricevi l’Eucaristia per avere il cuore di Gesù, per vedere le cose come le vede Gesù, per trattarle come le tratta Lui.

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