Omelia XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B, don Pietro Margini

Omelia XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Accompagnati  dalle parole di don Pietro Margini (1917-1990), per vivere con frutto questo tempo prezioso.

Sap 7, 7-11; Eb 4,12-13; Mc 10, 17-30.

Se vuoi” ha detto Gesù. Tutto sta nell’impostazione della vita cristiana, che deve essere un’impostazione d’amore perchè è l’amore che vuole, è l’amore che tende, è l’amore che trionfa quando si osserva la legge non per timore ma si vede nella legge la manifestazione della provvidenza amorosa del Signore.

È proprio così: per amore. Perché Dio dà misericordiosamente, Dio ci ama come figli, Dio ci segue momento per momento e i capelli del nostro capo sono contati e non ne cade uno senza il suo permesso (cfr Lc 12,7).

Realizzare perciò una condotta di amore, di fiducia, di abbandono. Ci lasciamo travolgere troppe volte dalle cose materiali, dalle preoccupazioni, dalle ansietà, dalla molteplicità degli impegni. Dobbiamo distaccarci da tutto ciò che ci impedisce di servire Dio con amore, di cercarlo in tutte le cose perché chi ama cerca. Chi ama, cercando con ansietà, raggiunge con dolcezza.

Dobbiamo, tutta la vita, valutare bene la gerarchia dei valori: le cose che valgono di più, le cose che valgono di meno. Le cose che valgono di più sono proprio quelle dettate dall’amore di Dio, sono quelle che il Signore sollecita, perché il Signore ci ha mandato lo Spirito Santo e lo Spirito Santo, che è nel nostro cuore, ci fa pesare le cose, ce le fa giustamente valutare, ci indica una scelta amorosa e forte.

Guardiamo allora quanto nella nostra vita non è secondo questa gerarchia dei valori; quanto c’è di disordinato e di superficiale; quanto c’è di troppo umano e di troppo parziale, e andiamo liberamente incontro al Signore con la piena libertà, la piena certezza dei figli che vogliono far piacere al loro Padre, che vogliono camminare nel bene, che vogliono realizzare una completezza.

Ha detto Gesù: “Chi lascia per me, riceverà il centuplo” (cfr Mt 19,29). Oh, sì, lo sappiamo bene quanto è largo, quanto è generoso il Signore, quanto il suo dono è un dono sempre magnifico!

Fidarsi di Dio.

Se lasciamo qualche cosa, se anteponiamo il Suo servizio, le Sue cose, la Sua gloria, sentiremo che la nostra vita si arricchisce sempre più, diventa sempre più bella. Noi, troppe volte, rovesciando i valori, perdiamo il gusto delle cose, perdiamo il senso delle cose, perdiamo – in fondo – la vera gioia. Mentre, cercando Dio, amando Dio, offrendo a Dio, oh sì, abbiamo una pace e una serenità dell’anima, abbiamo una sovrumana gioia perchè il Signore non si lascia mai vincere in generosità. E di fronte alle nostre piccole vittorie, ai nostri piccoli doni, riversa un fiume di grazia e di amore.

Fidarsi di Dio.

CercarLo prima di tutto nell’intenzione di servizio; cercarLo nella preghiera, particolarmente nella preghiera liturgica nella quale tutti uniti insieme a Gesù vogliamo dare gloria al Padre; cercarLo nei doveri quotidiani, nei doveri che richiedono particolarmente un impegno di sacrificio.

Cercare Dio, glorificare Dio. In tutto, amare il Signore.

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