Riflessione di don Antonio Marini per il Santo Rosario delle Famiglie il 6 Ottobre 2018

Riflessione di don Antonio Marini per il Santo Rosario delle Famiglie di sabato 06 Ottobre 2018 al Gazzaro

“L’uomo ha bisogno di ristorarsi in un santo riposo dove giunga a lui l’alito divino, dove gli vengono incontro le grandi figure della fede”1 . Con questa frase di Romano Guardini ci introduciamo nel primo dei quattro appuntamenti dei Rosari del Movimento con i quali chiediamo a Maria, grande figura della fede, di essere presidio per il nostro cammino comunitario di santità. Così facendo, vogliamo accogliere l’invito di Papa Francesco che ha chiesto di pregare in questo mese di ottobre tutti i giorni il Santo Rosario perché la santa Madre di Dio ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore2 . In particolare, questa sera, invochiamo la protezione della Madonna sui sacerdoti, e preghiamo perché il Signore susciti nuove e sante vocazioni per vedere risplendere nel mondo la bellezza della comunione trinitaria. Intenzione di preghiera da cui prende spunto il titolo di questo momento di devozione: Maria, madre della comunione. È a Lei che vogliamo volgere in modo umile il nostro sguardo per imparare a preservare l’unità come dono se pur faticoso, ma prezioso e santo. Tante volte è proprio sulla strada scelta come via di santificazione che si possono subire gli attacchi maggiori del diavolo che vuole sgretolare le famiglie, le comunità, la Chiesa. Per via di questi attacchi concreti, ma anche per le vicissitudini personali, come le preoccupazione per i figli, nipoti, possiamo sentirci affaticati e oppressi. Motivo per cui abbiamo bisogno di un luogo quotidiano dove poterci distendere e vivere un santo riposo.

Qual è il luogo di questo riposo? La preghiera è lo spazio dove stare alla presenza di Gesù, godere della sua amicizia, e trovare quel ristoro che dona vigore per tornare con fiducia e fede alla nostra vita. La preghiera ha in sè la dinamica della relazione, e come l’amicizia può essere un luogo di riposo del corpo e dello spirito per ritrovare il centro essenziale delle vita, e riacquisire calma e fiducia. Cosa vuol dire? Quando qualcosa ci turba, ci angoscia, sentiamo la necessità e a volte abbiamo il dovere, di parlarne con una persona fidata per ritrovare un po’ più di pace e di speranza. Non tanto perché si cerchi un consiglio illuminato, ma perché si desidera il conforto e il sostegno dell’amico. Ecco perché è importante il Rosario, con esso si cerca l’abbraccio materno di Maria, per poter affrontare le paure, i peccati e superarli con la forza della fede. Ricerca che oggi più che mai è urgente, perché a causa dei ritmi di vita si fatica a trovare un momento per pregare, per farsi anche solo un segno di croce; tempo nel quale è difficile ritrovarsi insieme come famiglia per il pranzo o la cena. Però per quanto sia difficile non può mancare in una vita familiare la preghiera insieme e il ritrovarsi intorno alla tavola perché deleterio. La mensa è importante perché intono ad essa si nutrono il corpo e l’anima. Noi ci nutriamo delle persone care con le quali condividiamo, attraverso la tavola, la giornata, nelle cose semplici e grandi, nei dispiaceri e nelle gioie. Ed è proprio intono alla mensa che Gesù ha offerto il suo corpo e il suo sangue come cibo e bevanda di salvezza. Una vita ordinata che sia personale, familiare o comunitaria è indispensabile per il cammino di santità e per questo va affidata alla Madonna, altrimenti il bel ideale della comunione rischia di crollare.

Ma allora perché è importante il Rosario? Il Rosario è un ambiente nel quale stare alla presenza di Colei, che il cuore cristiano ha sempre sentito nei suoi confronti un rapporto speciale. Maria, che all’annuncio dell’Angelo, era una ragazza, ha scelto di essere disponibile alla volontà del Padre; Lei che è una di noi, fatta della nostra stessa carne, per amore dell’umanità accettò di avere come figlio il Salvatore del mondo. Il cristiano di tutti i tempi ha sempre sentito di potersi rivolgere a Lei con confidenza illimitata, e chiamarla, con fare affettuoso Mamma. Per questo il Rosario è una preghiera familiare: ci stringe intorno alla madre del Cielo per edificare l’unità casalinga, delle piccole comunità, della Chiesa intera, attraverso un aspetto presente in questa devozione, la quale anche a don Pietro stava a cuore: la meditazione. Infatti con il Rosario si medita! Lo si fa personalmente; permette al marito e alla moglie di meditare insieme, ai genitori con i figli; anche gli amici hanno uno spazio dove meditare insieme e allineare i cuori con il Cuore Immacolato di Maria. Con questa preghiera, compendio del vangelo, ci si lascia modellare dalla vita di Gesù, e dalle parole evangeliche ripetute più volte come il Padre nostro e l’Ave Maria. Se pur ripetute più volte, queste preghiere non sono formule magiche, ma uno aiuto a raccogliere i pensieri, i sentimenti e presentarci guidati da Maria, alla presenza del Salvatore. Va anche messo in conto il fatto che non è perché prego, la mia richiesta venga esaudita pari pari come l’ho espressa. Cosa significa? Può capitare che nella preghiera si chieda il dono della pazienza nei confronti dei figli o dei genitori, e il Signore cosa fa? Magari ci dona l’occasione per essere pazienti nei loro confronti. Invece, in un’altra circostanza, invochiamo il dono della comunione per le nostre famiglie, per le piccole comunità, per il nostro movimento… Però quanto invochiamo il dono dello Spirito Santo per prodigarci per questo fine? Quanto ci rimbocchiamo le maniche per costruire nella misericordia divina, la Torre salda della comunione? Quanto siamo disposti a morire a noi stessi, magari a volte mordendoci la lingua, per far si che l’ideale non cada? Forse queste sono cose che più volte c’è le siamo dette e ripetute, però ogni tanto è bene che c’è le ripetiamo per non dimenticarle.

Qual è l’importanza della ripetizione? La ripetizione ha il suo significato vitale. Ce lo fa capire la natura, pensiamo all’importanza che il sole ogni giorno sorga e tramonti; oppure all’alternarsi delle stagioni. Ma anche nello sport ha la sua valenza: per far proprio un determinato gesto tecnico, più e più volte devo ripeterlo in allenamento. Questo vale anche per il Rosario e la ripetizione dell’Ave Maria che è necessaria per far scendere nel cuore le parole di gioia e di salvezza che le sono rivolte dal Signore. Anche se, purtroppo, si sente qualche accusa alla preghiera del Rosario, perché “ripetitiva”. Ma queste sono tentazioni che hanno lo scopo di allontanarci dal manto protettivo di Maria. La ripetizione è, come dicevamo, vitale. Per esempio: quante volte i genitori dicono ai propri figli “le stesse cose”?! Ma perché un figlio, senza essere troppo pesanti, ha la necessità di sapere e riscoprire ogni volta che è amato e guidato dal papà e dalla mamma. Pensiamo, ancora: quante volte il Signore ci dice e ci fa capire attraverso la confessione, la messa, la famiglia, che siamo figli preziosi, amati e salvati?!

Allora come il Rosario può essere una preghiera per la comunione? Perché si prega insieme, e c’è bisogno di pregare insieme. Lo sappiamo, per fare le cose insieme ci vuole una grande umiltà, che possiamo imparare guardando all’umile ancella del Signore, la Beata Vergine. Virtù che ci apre ad una dimensione della fede di cui parla papa Francesco nella Gaudete Rosario dell’Associazione – Riflessione – sabato 6 ottobre ‘18 3 et exultate: «Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza»3 . L’umorismo forse è poco considerato, eppure grazie ad esso si può costruire un bel clima comunitario, nel quale si possono affrontare anche gli argomenti più spinosi, nella fiducia che non tutto dipende da noi, ma che la Salvezza viene dal Signore. In questo senso pensiamo com’è importante saper ridere di se stessi, magari di fronte ad un errore o un peccato?! A volte ci si prende troppo sul serio in un orgoglio smisurato. Invece, un sano umorismo, riporta alla realtà dei fatti e che forse sto mi costruendo un castello più grande di quello che invece è la realtà. Questa dimensione dell’anima è una gande forza che aiuta, senza perdere la gravità della realtà, a riprendersi dalle cadute e ripartire con prontezza e speranza evangelica. Il senso dell’umorismo è utile per smorzare le tensioni, per placare le gelosie, le invidie, quelle passioni che conducono a veri e propri conflitti. Questo atteggiamento è frutto della vicinanza al Signore, all’amore che ha spinto e sorretto Gesù a vivere la passione, morte e risurrezione. Siamo qui, alla presenza di Maria per chiedere che la carità divina diventi anche la nostra, perché come diceva san Tommaso: «chi ama gode sempre dell’unione con l’amato. Per cui alla carità segue la gioia» 4 . A Maria, Madre della comunione ci rivolgiamo per avere sempre verso i nostri fratelli, uno sguardo di misericordia e carità. Preghiamo perché lo Spirito ci renda capaci di amare sempre anche nella fatica di fede e di comunione il nostro Movimento; amiamo le nostre Associazioni, amiamo la Chiesa per essere uniti, nella gioia di Cristo, come un corpo solo e un’anima sola.

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