Biografia

 

Pietro Margini  nasce a Sant’Ilario d’Enza il 5 gennaio 1917. è il  terzo di quattro fratelli.

Negli stessi giorni del 1916 in cui il papà Dante, che gestisce un piccolo negozio di stoffe, è costretto a partire per la guerra, la mamma Emilia si reca all’altare della Madonna del Carmelo nella Chiesa del paese dedicata a Sant’Eulalia offrendo a Maria la vita del figlio per il ritorno del marito dal fronte. Così Dante rientra dalla guerra prima della nascita di Pietro che viene battezzato il 23 gennaio del 1917.

L’infanzia di Pietro trascorre serena: viene educato dai suoi genitori alla generosità e al sacrificio perché diventi forte e disponibile, pronto ad ascoltare la voce del Signore.

Nel 1928, finite le scuole elementari, la famiglia Margini si trasferisce a Reggio Emilia. Spesso il giovane Pietro trascorre le vacanze estive a Casalgrande presso lo zio don Aldo, parroco del paese. Durante uno di questi soggiorni, nell’estate del 1927, Pietro riceve una lettera dal padre Dante che gli comunica di averlo iscritto alle scuole tecniche perché in futuro possa diventare ragioniere. La risposta di Pietro è decisa: desidera frequentare il ginnasio perché vuole diventare sacerdote.

Così nel 1932 entrerà nel seminario di Albinea dove, iniziati gli studi di Teologia, verrà nominato prefetto di una ventina di giovani seminaristi iscritti alle classi del liceo e il 15 dicembre 1939 riceverà l’ordinazione diaconale.

La drammatica situazione internazionale consiglia ai superiori del Seminario di accelerare i tempi previsti per le ordinazioni degli studenti dell’ultimo anno, perciò il 9 giugno 1940Pietro viene ordinato sacerdote da Monsignor Edoardo Brettoni. Il 13 giugno don Pietro celebra la sua prima Messa a Casalgrande nella parrocchia dello zio don Aldo e il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, celebra per la prima volta l’Eucaristia nel suo paese natale per ricordare la grazia ricevuta dalla madre presso l’altare dedicato a Maria.  

 

Nel settembre del 1940 don Pietro viene nominato curato della parrocchia di san Quirino di Correggio, dove giunge il 7 ottobre dello stesso anno. Inizia la sua opera pastorale soprattutto con i giovani: trascorre molto del suo tempo con loro perciò spesso occupa le sue notti con la lettura e la preghiera. La sua fragile costituzione fisica ne risente: si ammala, una prima volta, nel 1941 ed è costretto al ricovero in ospedale.

Un’altra preoccupazione lo affligge ancor di più: anche il papà Dante si ammala e nel marzo del 1942 muore. Nel dicembre del 1942 viene raggiunto a Correggio dalla mamma Emilia e dalla sorella Teresa che vanno ad abitare con lui nella “canonica vecchia” vicino alla chiesa di san Francesco.

La salute di don Pietro è sempre più cagionevole: nell’inverno tra il 1943 e il 1944 si ammala di nuovo molto gravemente (meningite tubercolare); viene ricoverato presso l’ospedale san Sebastiano di Correggio ma i medici disperano di salvarlo, tanto che la sera del 20 febbraio 1944 affermano che il giovane prete non supererà la notte. La mattina del 21 febbraio però don Pietro sta meglio, è completamente guarito. Dirà qualche anno più tardi: “Quel che è passato in quella notte solo il Signore lo sa … ma è passata la Madonna”. Il 14 ottobre don Pietro viene dimesso dall’ospedale e inizia una lunghissima convalescenza. La malattia lo lascerà per sempre claudicante.

Dopo quasi due anni don Pietro può riprendere la sua attività pastorale.

Dall’ottobre 1946 diviene insegnante di religione presso la scuola media statale di Correggio, confessore delle ragazze dell’orfanotrofio “Contarelli” e delle loro educatrici, assistente dei due rami, maschile e femminile, dell’Azione Cattolica di Correggio; inoltre, intrattiene rapporti molto intensi anche con il centro diocesano di Azione Cattolica e, soprattutto, tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 inizia con i giovani un lavoro apostolico innovativo avvicinando tanti ragazzi alla preghiera, all’Eucaristia e al sacramento della Riconciliazione.

Don Pietro incontra i gruppi di Azione Cattolica con regolarità. Le adunanze sono momenti forti di formazione: si parla, si discute, ci si confronta per acquisire una visione della vita e della fede senza ombre, per essere cristiani veri, testimoni nella vita di ogni giorno. Spesso si intrattiene nel dialogo con i ragazzi fin dopo la mezzanotte; ma soprattutto dona il suo tempo per ascoltare e avvicinare le anime al Signore nella Direzione Spirituale. Don Pietro inizia a proporre ai giovani anche l’esperienza degli Esercizi Spirituali.

Nei primi anni ’50 diventa insegnante di religione al Liceo Classico “Rinaldo Corso” di Correggio e nel 1955 viene legalizzato, sempre a Correggio, l’Istituto Magistrale “San Tomaso d’Aquino” fondato anche grazie all’ispirazione e allo slancio educativo di don Pietro che ne è stato anche vicepreside.

A partire dalla lettura e dalla meditazione dell’enciclica Mistici Corporis di Pio XII e dalla riflessione su alcune esigenze di tipo pastorale don Pietro, verso la metà degli anni ’50, propone ai suoi giovani un ideale di “vita alta” che si ispiri a quello delle comunità dei primi cristiani. Nel 1957 nasce così la prima comunità costituita da coppie di fidanzati che presto saranno sposi.

Il 28 agosto del 1960 don Pietro entra a Sant’Ilario d’Enza come nuovo parroco: inizia così una nuova e feconda stagione pastorale.

Nel 1961, su sua iniziativa, il paese viene finalmente dotato di una scuola media statale. Nel 1964 muore la mamma Emilia che lo ha seguito anche a Sant’Ilario.

Sono gli anni del Concilio Vaticano II: don Pietro ne studia profondamente le istanze che ispirano la sua nuova attività pastorale. Dai primi anni ’70 inizia le catechesi battesimali per tutti i genitori e quelle matrimoniali rivolte alle coppie che desiderano sposarsi. Coinvolge i laici affidando loro responsabilità in ogni settore delle attività pastorali, formando dodici commissioni laicali con struttura operativa parrocchiale. Alcune famiglie lo raggiungono da Correggio per condividere il suo progetto di fare della Parrocchia una profonda esperienza di comunione per l’evangelizzazione di tutti i parrocchiani. Vengono organizzati i campeggi estivi per i bambini e gli adolescenti e nel 1971 prendono avvio i corsi della Scuola Magistrale parrocchiale che nel 1980 si trasformerà in Istituto Magistrale “San Gregorio Magno” legalmente riconosciuto. Nel 1977 il Vescovo Gilberto Baroni inaugura il nuovo oratorio parrocchiale dedicato a San Giovanni Bosco, così come farà nel 1985 all’apertura della nuova scuola materna parrocchiale “San Giuseppe”. Nel settembre del 1983 nasce la “Scuola elementare familiare” e cinque anni dopo anche la “Scuola media inferiore familiare”.

L’attività principale di don Pietro è la cura delle anime: la maggior parte del suo tempo è dedicata alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione, alla Direzione Spirituale, agli incontri di formazione (le “adunanze”), ai Ritiri e agli Esercizi spirituali per i vari gruppi di adolescenti, giovani e adulti che, negli anni, si sono costituiti in Parrocchia.

Di particolare rilevanza sono anche le ordinazioni di diaconi permanenti provenienti dalla comunità parrocchiale di Sant’Ilario: i primi sette diaconi sono stati ordinati il giovedì santo del 1978, altri sei il 25 giugno del 1983. 

 

Accanto all’attività pastorale parrocchiale, don Pietro continua a seguire il cammino delle comunità che, con il tempo, diventano sempre più numerose e che danno vita in paese anche a due “villaggi” per condividere nell’aiuto reciproco la vita quotidiana..

A partire dagli anni ’70, don Pietro invita gli appartenenti alle piccole comunità a sentirsi parte di un più grande “movimento delle comunità” per divenire nella Chiesa e nel mondo un popolo che si vuole bene come dono di grazia. Già in questi anni don Pietro ispira il lavoro per lo stesura di uno “Statuto della comunità familiari” .

Gli ultimi anni della sua vita sono intensissimi nonostante il calare delle forze: nel 1987 arriva a predicare 33 corsi di esercizi Spirituali!

Nel 1988 dà inizio anche al restauro della chiesa parrocchiale di Sant’Eulalia.

Il 19 giugno dello stesso anno si realizza un grande sogno di don Pietro: un centinaio di famiglie si consacrano a Cristo per le mani di Maria secondo l’insegnamento di San Luigi M. Grignion da Monfort.

Gli anni ’80 sono segnati, inoltre, da una profonda gioia per don Pietro: tra i suoi figli spirituali fioriscono le prime vocazioni al sacerdozio. Tre ragazzi entrano, infatti, nel Seminario interdiocesano di Reggio Emilia. Concelebrerà la prima Messa solenne di due di loro negli anni immediatamente precedenti la sua morte.

Il 12 novembre 1989 don Pietro celebra la sua ultima Messa nella Chiesa di Sant’Eulalia. Muore il mattino dell’8 gennaio 1990 e il suo corpo viene sepolto due giorni dopo nel cimitero di Sant’Ilario d’Enza.

Alla sua morte vengono resi pubblici due testamenti: uno indirizzato alla comunità parrocchiale, l’altro al “movimento delle comunità”.

 

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La corrispondenza tra il Vescovo Adriano e la Comunità Sacerdotale "Familiaris Consortio" in occasione del rinnovo triennale della approvazione dello Statuto
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