“Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l'uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell'altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità. Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità profonda del Corpo mistico, dunque, come « uno che mi appartiene », per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia.” (Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte n. 43)
I singoli e le famiglie del movimento “Familiaris Consortio” pongono come cuore e fondamento di tutta la propria vita una intensa spiritualità, che si declina innanzitutto nella ricerca di un incontro vivo e personale con il Signore, attraverso la preghiera e la vita liturgica.
L’insegnamento e l’assidua sollecitazione del Fondatore in merito all’Eucaristia ed alla meditazione quotidiana, alla preghiera del rosario e della liturgia delle Ore, alla frequente Riconciliazione, alla cura particolare nella celebrazione dei sacramenti, sono uno stimolo continuo a perseguire una “misura alta della vita cristiana”.
Grande valore è attribuito anche alla direzione spirituale, quale prezioso aiuto per attuare un costante ed autentico discernimento della volontà di Dio sulla propria vita, e ai momenti annuali di silenzio e riflessione (esercizi spirituali).
Conformemente al proprio carisma, la spiritualità del movimento si connota poi di una particolare tonalità comunionale: in ciascuna delle persone che mi sono poste accanto si manifesta la presenza viva del Signore.