Storia del Movimento

 

I primi 50 anni

Nella storia del Movimento ecclesiale Familiaris Consortio, si distinguono principalmente due periodi diversi per consapevolezza e modalità d’azione.


Un primo periodo copre gli anni dal 1957 al 1990. In questi anni lo stile di vita delle piccole comunità è esperienza collocata quasi esclusivamente all’interno della parrocchia di Sant’Ilario d’Enza (RE) di cui il Fondatore è parroco.

La dimensione parrocchiale sembra prevalere rispetto a quella di Movimento sebbene don Pietro fin dagli anni ‘70 non esiti a parlare di “Movimento delle Comunità”.

 

  • Nel 1957 don Pietro Margini, curato a Correggio (Reggio Emilia), comincia a dar forma concreta al progetto della costituzione di piccole comunità familiari sul modello della Chiesa apostolica.
  • Il 22 Maggio del 1957 nasce la prima comunità costituita da coppie di fidanzati che presto saranno sposi. A questa ne seguono presto altre, tutte con vita autonoma pur riconoscendosi nel comune ideale in un’unica “grande” Comunità.
  • Dal 28 Agosto 1960 all’8 Gennaio 1990, don Pietro è parroco di Sant’Eulalia in Sant’Ilario d’Enza. A Sant’Ilario don Pietro riprende con immutato slancio il suo progetto coinvolgendo nuovi giovani, cui prospetta una linea evangelica esente da compromessi e nel rifiuto della mediocrità.
  • Nel ventennio 1970 – 1990 la parrocchia di Sant’Eulalia registra una robusta fioritura, caratterizzata da una molteplicità di iniziative, di avvenimenti e dall’allargamento del Movimento con la nascita di numerosi nuovi gruppi familiari.

Il secondo periodo va dalla morte del Fondatore, nel 1990, ad oggi. In un testamento indirizzato esplicitamente alla Comunità, il Fondatore indica con chiarezza gli obiettivi, la spiritualità, le linee programmatiche del Movimento che raggiunge così piena e responsabile consapevolezza di una propria specificità: si riconosce in un dono che la Spirito sta facendo alla Chiesa e al mondo intero e che come tale deve crescere e portare frutto.

 

  • L’ 8 Gennaio 1990 don Pietro muore. In una lettera testamentaria datata 1973 e rivolta alla Comunità, don Pietro affida ai “suoi figli” il compito di non lasciar cadere l’ideale ma di continuare da soli, rimanendo strettamente uniti nella comunione dei santinella pratica dei consigli evangelici, in mezzo al mondo, a servizio della Parrocchia. Per esplicita designazione di don Pietro, la responsabilità del Movimento è affidata ad un laico, sposo e padre: Romano Onfiani. Questi si avvale dell’aiuto di un sacerdote in qualità di Assistente e di un Consiglio rappresentativo delle piccole comunità
  • Dal 1990 al 2007 il ritmo di crescita non si esaurisce: le attività si consolidano e si amplificano, si formano nuovi gruppi di famiglie tra i più giovani mentre fioriscono le vocazioni sacerdotali, già iniziate negli anni ’80. Si aggiungono infine le vocazioni femminili alla vita consacrata, segnando l’appagamento di un progetto di vita comunitaria comprendente tutti gli stati sempre coltivato da don Pietro. Grazie anche alla presenza dei nuovi sacerdoti, il Movimento esce dall’ambito di origine e si diffonde nella Diocesi.
  • 1994: la parte del Movimento costituita dalle comunità di famiglie è ormai ben definita e strutturata e come tale ha bisogno di un nome che la identifichi e la distingua dalle altre realtà presenti e operanti nella diocesi. La devozione mariana tanto cara al Fondatore, la sequela di Cristo come stile di vita, conducono alla scelta: Associazione mariana di famiglie “Comunità delle Beatitudini”.
  • Nel 1997 nasce il Movimento Giovani che coinvolge ragazzi e ragazze che hanno manifestato il desiderio di conoscere la spiritualità e la vita del Movimento.
  • L’8 Gennaio 2004 il vescovo Adriano Caprioli annuncia al Movimento l’inizio di un cammino di discernimento verso il riconoscimento dell’Associazione mariana di famiglie “Comunità delle Beatitudini”.
  • Il 1 Luglio 2006 il vescovo Adriano Caprioli, consegna al responsabile, Romano Onfiani, il decreto di riconoscimento ecclesiale dell’Associazione. E’ la conferma della speranza di essere nella Chiesa e per la Chiesa un dono dello Spirito.
  • A partire da settembre 1985, don Pietro promuove ed anima una serie di incontri con tre seminaristi, che si avviano a concepire il ministero sacerdotale secondo lo stile comunitario. Dopo la nascita al cielo del fondatore, questa esperienza si arricchisce nel numero e nella consapevolezza della chiamata ricevuta. Nel frattempo i sacerdoti vivono il ministero nel tessuto ordinario della pastorale, collaborando in vari modi anche con la Chiesa Italiana. Il 24 Marzo 2000 tre di loro formalizzano al Vescovo di Reggio Emilia la richiesta di poter avviare una esperienza orientata ad una prospettiva religiosa. Il 13 Aprile 2006 un gruppo di 12 sacerdoti domanda di iniziare un percorso di discernimento in vista della costituzione di una Società di Vita Apostolica. In questa prospettiva si sono aggiunti 7 giovani che desiderano condividere il medesimo orizzonte vocazionale di un ministero sacerdotale vissuto in forma comunitaria, secondo lo stile del movimento "Familiaris Consortio".

 

NEWS

La corrispondenza tra il Vescovo Adriano e la Comunità Sacerdotale "Familiaris Consortio" in occasione del rinnovo triennale della approvazione dello Statuto
Ammessi alla Comunità Sacerdotale “Familiaris Consortio” don Luca Fornaciari e don Antonio Marini al termine della bella e partecipata veglia di preghiera in vista della loro ordinazione sacerdotale
Conferenze in presenza e a distanza, workshop laboratoriali al liceo San Gregorio Magno di S.Ilario d'Enza. Tre giornate di studio, il 5, 7 e 8 maggio, ormai tradizione al liceo

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VI SETTIMANA , PASQUA