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Esercizi spirituali… si grazie!

Le parole di tre testimoni che hanno vissuto la gioia degli esercizi spirituali

Apprezzo il silenzio dall’anno scorso…Marco ha scoperto che il Signore è il protagonista degli esercizi spirituali

Mi fa sorridere il pensiero di scrivere, proprio io, una testimonianza sugli esercizi spirituali. Sorrido perché ammetto di aver fatto davvero molta fatica negli anni passati e recenti: il pensiero di stare per diverso tempo senza niente da fare o senza parlare con qualcuno mi ha sempre preoccupato e, per molti versi, bloccato. Vivevo gli esercizi pregando, ma unicamente in modo “attivo”. In un certo senso, coprivo la mia “ansia da silenzio” con preghiere, comunque utili, ma non nella piena e vera ricerca che ero chiamato a intraprendere. Più volte ho promesso a me stesso che non avrei più partecipato agli esercizi spirituali.
E veniamo all’anno scorso: ero partito per gli esercizi di pessimo umore, in fondo convinto di andare a usare il mio tempo in un modo non veramente utile; sapevo che sarei andato a dire molte preghiere e a occuparmi la testa per riempire il più possibile i tempi distesi e prolungati di silenzio a cui avrei preso parte. Un paio di parole dette da amici, ai quali avevo confidato la mia difficoltà, e che mi volevano bene, mi hanno fatto riflettere. Ho intuito che in quegli esercizi io certamente partecipavo, ma non sarei stato io l’attore protagonista, non dovevo, assolutamente lo ripeto e sottolineo, non dovevo riempire io i tempi. Il tempo della azione non era il mio. Era il tempo dell’azione di Dio. Da qui, ho vissuto il tempo a disposizione in modo diverso, più passivo e raccolto, cercando di lasciar agire ciò che mi circondava e provando a lasciarmi ispirare da Chi poteva farlo.
Vivere gli esercizi con il Movimento Familiaris Consortio merita una nota a parte. In pochissime parole ho sempre avuto la certezza di essere immerso in una comunità orante, nella quale ho sperimentato di essere in cammino insieme, come in famiglia.
In ultimo aggiungo solo che, dopo l’anno passato, non ritengo certo di aver capito tutto degli esercizi o di essere arrivato a compimento della mia ricerca. Semplicemente, però, posso affermare di essere davvero contento, per la prima volta, di partecipare agli esercizi di quest’anno.
Marco Castagnoli

Il silenzio è l’opposto della solitudine. Durante gli esercizi spirituali Francesca sperimenta l’amicizia in modo più vivo che mai!

Gli esercizi spirituali sono diventati negli anni un momento molto atteso, prima di tutto per il silenzio che li caratterizza, un silenzio rispettoso dell’altro, del raccoglimento nella meditazione e nella preghiera. Un silenzio vivo perché pieno degli sguardi e dei sorrisi degli amici presenti … anche nel silenzio ho imparato che non si è soli.

Poi atteso per le meditazioni. L’ascolto. Come è bello potersi fermare qualche giorno ad ascoltare chi è più avanti di te nel cammino…quanta grazia il Signore dona per mezzo degli amici sacerdoti che, puntualmente ogni anno, non so come fanno, dicono proprio quello di cui hai bisogno!

Infine, atteso perché è un dono anche per i nostri figli. Poter sentir parlare di Gesù, accostarsi alla messa quotidiana, in un’ottica di comunione, insieme agli amici, agli educatori, alla famiglia, ai sacerdoti, alle consacrate rende tutto più naturale e semplice da vivere.

Gli esercizi spirituali sono diventati così un momento importante per me, mi stanno aiutando, anche grazie ad un lavoro personale che deve proseguire nel quotidiano, a vivere la mia vita, le relazioni, con gratitudine e misericordia. Mi stanno aiutando a non fermarmi davanti ai problemi della vita, perché è sempre più forte la certezza che nella comunione con il Signore c’è la pace che tanto si cerca, e quanto bene gli amici che ti sono accanto possono fare per aiutarti a rimanere in questa comunione.

Francesca Galloni

Temevo che nel silenzio venissero a galla tutte le mie paure! Matteo nel silenzio ha incontrato Gesù all’improvviso

“Vuoi venire agli esercizi spirituali?”

“Cosa sono gli esercizi spirituali?”

“Sono dei giorni di silenzio…”

“Silenzio? No, grazie.”

Così è iniziata la mia esperienza, ormai vent’anni fa, con gli esercizi spirituali: con un invito di don Luca e di alcuni amici della parrocchia della Consolata di Sassuolo, per la verità ripetuto più di una volta, da me prontamente rifiutato.

Da alcuni anni mi ero allontanato dalla parrocchia, dal gruppo di azione cattolica che frequentavo fin da bambino e anche dalla squadra di calcio parrocchiale. Poi è successo qualcosa di inaspettato, che mi ha forzatamente riavvicinato a questo mondo che mi era nel frattempo divenuto sconosciuto: il servizio civile. Per motivi molto banali avevo scelto di fare obiezione di coscienza e, guarda caso, la mia destinazione è stata proprio la parrocchia dove avevo vissuto tutti gli anni della mia infanzia e della prima giovinezza!

Nel frattempo però, tante cose erano cambiate nella mia vita: lontano dalla fede e dalla custodia di amici veri ed educatori attenti, sono arrivati gli anni della ribellione anche dai genitori; questo mi ha portato a vivere in maniera parecchio dissoluta: amicizie insane, relazioni che non avevano nulla di amoroso e divertimenti stordenti erano diventati i miei unici punti di riferimento, dei quali ben presto sono diventato schiavo inerme.

Si capisce bene adesso perchè di fronte a quell’invito sono fuggito senza pensarci troppo: il silenzio era diventato per me un momento spaventoso, da evitare il più possibile. Il chiasso di quella vita sregolata era diventato il mio habitat naturale, chissà cosa avrei potuto trovare dentro a un momento così prolungato di silenzio, chissà quali angosce e paure abitavano i miei silenzi… assolutamente meglio non saperlo!

A quel corso di esercizi spirituali poi ci sono andato. Il Signore mi ha tenuto sveglio una notte intera per farmi cambiare idea e alla fine sono andato dentro a quel silenzio, nel quale con enorme sorpresa ho trovato proprio Lui ad aspettarmi! Non c’è voluto tanto, ha fatto davvero tutto Lui: in pochi istanti si è fatto strada dentro al mio silenzio, mi ha guardato negli occhi, mi ha preso per mano così com’ero e ha cambiato per sempre la mia vita!

Oggi non posso più fare a meno del silenzio e quando penso di poterne fare a meno… è sempre un disastro! Gli esercizi spirituali sono un momento privilegiato di silenzio, di incontro e di dialogo con il Padre, una sorgente viva per tutti gli altri nostri silenzi dell’anno, silenzi che non possiamo permetterci di fare abitare da niente e da nessuno, se non da Lui.

Matteo Ponticelli

Prossimi Appuntamenti

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