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Festa di fine anno del Movimento Familiaris Consortio

È stato un clima di festa quello che ha caratterizzato la chiusura dell’anno sociale, domenica scorsa a Giandeto di Casina (Casone). Sono passati 18 mesi dall’approvazione degli statuti del Movimento Familiaris Consortio e non possiamo che ringraziare il Signore per tutte le Grazie che ci ha donato in questo periodo. Ricorre quest’anno il centenario della nascita di don Pietro Margini e pochi giorni fa ne abbiamo festeggiato l’anniversario di ordinazione sacerdotale (9 giugno 1940): oggi più che mai siamo riconoscenti a lui per il dono del nostro movimento e l’attualità del suo carisma. Lo Spirito Santo ha suscitato molte cose e lui per primo le ha contemplate.

Un ringraziamento speciale per la bella giornata trascorsa tutti insieme, dai più piccoli ai più grandi, va senz’altro alle famiglie che ci hanno ospitato e che ci hanno comunicato un progetto di rinnovamento dei locali al fine di rendere questa casa, luogo che don Pietro amava particolarmente, ancora più accogliente e fruibile.

C’erano proprio tutti: movimento giovani, comunità di famiglie, sacerdoti e amici che insieme hanno respirato quanto sia bello condividere un cammino di vocazione comunitaria.

Prima della celebrazione della Santa Messa, il responsabile della Associazione di Famiglie ha introdotto una relazione di don Luca Ferrari, che ha sintetizzato i tratti significativi e identitari della nostra realtà in tre parole: consacrazione, comunione e diaconia. La misura alta della vita cristiana e la consapevolezza che la vita e la vocazione di ognuno sono sacre, perché volute da Dio, sono il primo tratto da cui non possiamo prescindere: “Siamo suoi, tutti suoi”.

“Essere di Dio non significa essere rubati al mondo, ogni vocazione nasce per gli altri”, ecco perché comunione, lo stile di vita a cui desideriamo tendere; “una vita comune” di famiglie che si aiutano tra loro, ha sottolineato durante l’omelia don Andrea Pattuelli.

La diaconia è quell’esperienza che don Pietro ha amato e trasmesso a chi aveva accanto, cioè il dono totale di se stessi in una dinamica di gratuità e servizio. Prima c’è la coscienza della nostra identità, poi c’è la missione.

“Consacrazione, comunione e diaconia”: sarà anche il tema su cui rifletteremo il prossimo anno, a partire dagli esercizi spirituali di Roma a fine agosto.

La conclusione della giornata, al termine del pranzo, ha visto i responsabili delle realtà dove il Movimento opera raccontare le proprie esperienze e aiutare tutti a prendere coscienza di quanto grande è il bene che si può fare.

Grazie a tutti! Buona estate!

Il video della festa finale del Movimento Familiaris Consortio

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