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Il Movraga incontra Don Pietro Margini

I giovanissimi del Familiaris Consortio in prima linea per l’inaugurazione dello spazio espositivo don Pietro Margini

Pannelli rivestiti di citazioni, fotografie d’epoca, paramenti liturgici e una serie di oggetti disposti lungo le pareti: un paio di scarpe consunte, un vecchio bastone, gli immancabili occhiali. La sensazione che si prova camminando sul parquet dello spazio Don Pietro Margini è di tornare indietro nel tempo. A distanza di quasi trent’anni dalla sua nascita al Cielo, quell’umile sacerdote di provincia riesce ancora a far parlare di sé e stavolta, grazie all’impegno concreto di tanti, si è letteralmente “rifatto vivo” in mezzo a noi. Pochi giorni fa infatti, nei sotterranei delle scuole Immaginache è stato inaugurato lo spazio espositivo don Pietro Margini.

Vista l’importanza della figura di Don Pietro per tutto il Movimento Familiaris Consortio, noi educatori del Movraga ci siamo sentiti in dovere di sfruttare questa occasione per incontrarlo insieme a tutti quei ragazzi che, a causa della loro giovane età, non hanno mai sentito parlare di lui. Così, sabato cinque gennaio ci siamo ritrovati a Sant’Ilario d’Enza per pranzare insieme, per poi proseguire nel pomeriggio con appassionanti sfide a dodgeball, partite a bandiera araba e palla-scout. Il cuore del nostro incontro però, è stata la visita alla mostra in anteprima assoluta, durante la quale alcune guide ci hanno raccontato i momenti più significativi della vita di Don Pietro. La giornata si è conclusa con un discorso di Don Luca Ferrari a tutto il Movimento, la benedizione dei locali e il taglio del nastro che ha inaugurato l’inizio delle visite.

L’esperienza è stata accolta con entusiasmo e la grande affluenza di ragazzi provenienti da tante parrocchie diverse ci ha riempito il cuore di gioia. Il fiume di grazia che Don Pietro ogni anno riversa nella vita di tutti noi non smette mai di stupire e ci auguriamo che attraverso l’incontro con lui, i nostri ragazzi abbiano intuito quanto sia bello diventare Santi.

Jacopo Azzimondi

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