Marco Reggiani: auguri di Pasqua 2026

Cari amici, cari giovani e carissime comunità,

è vicino il giorno della nostra gioia e della nostra salvezza!

La liturgia ci guida a vivere il Triduo Pasquale con grande raccoglimento e commossa gratitudine.

Il Giovedì Santo ci uniamo alla preghiera di Gesù che chiede per i suoi soltanto questo: che siano una cosa sola con Lui, come Lui e il Padre sono una cosa sola (cfr. Gv 17,21). È una supplica accorata che non può lasciare indifferente il Padre: «Il Cristo Gesù lo esige come prezzo del suo sacrificio. Questa unità è il fine dell’Incarnazione e della Redenzione. È questione vitale per noi e per la Chiesa»[1].

Mentre guardiamo atterriti i tragici e incessanti segni delle divisioni che stanno lacerando il mondo, sappiamo che fino al trionfo finale dell’Agnello non cesserà la lotta tra chi cerca la comunione e chi spinge per la disgregazione. «Il mondo è in fiamme e il Cristo non è amato» scrive un commentatore parlando del tempo in cui Santa Teresa d’Avila è chiamata a rifondare le comunità monastiche carmelitane: «Occorre che si moltiplichino queste fortezze ove si riuniranno cristiani coraggiosi e dalle quali salirà l’inno della preghiera perfetta che salverà le anime e assicurerà il trionfo della Chiesa»[2]. Qui riconosciamo anche il segno profetico di famiglie sante e di comunità cristiane chiamate – oggi a maggior ragione – a rendere testimonianza di una «carità fervida che supera ogni divisione e ogni contrasto»[3].

Il Venerdì Santo siamo ai piedi della Croce, sopraffatti alla vista dell’Innocente che paga per i nostri peccati, del Bene che si offre per placare il male del mondo, dell’Agnello sacrificato che vince la morte: “Chi lo guarderà, resterà in vita” (cfr. Nm 21,8). Il punto di svolta, personale e cosmico, sta proprio qui: chi lo guarderà? Chi vuole essere salvato?

Ratzinger suggerisce una lettura della vicenda di Isacco in parallelo all’offerta sacrificale di Gesù. Il figlio di Abramo che sale al Monte Moria, inconsapevole del suo destino, è figura di ogni uomo che percorre le strade della vita distrattamente, dimentico che il suo tempo ha un termine e presto o tardi arriverà la domanda sul senso del suo andare: «”Ecco il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?”. Abramo rispose: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio”» (Gn 22,7-8). Così conclude Ratzinger: «Chi ha visto l’agnello – Cristo in croce – sa: Dio ha provveduto […] Lo sguardo sull’agnello – sul Cristo crocifisso – per ora coincide proprio con il nostro sguardo sul cielo, con il nostro sguardo sull’eterna provvidenza di Dio»[4].

Il Sabato Santo è il giorno sospeso tra il disincanto e la Gloria, è il giorno del silenzio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di silenzio, senza il quale è quasi impraticabile la vita nello Spirito. Così scriveva un monaco benedettino maestro di meditazione: «Dobbiamo confrontarci con il provare una certa vergogna per quel caotico fragore di una mente devastata da così tanta esposizione a banalità e distrazione»[5]. La liturgia quasi ci impone di distaccarci dal ritmo frenetico e confuso del mondo per entrare nel tempo ordinato e nel silenzio di Dio: alla ricerca della novità ad ogni costo contrappone una sapiente ripetitività; alla superficialità, la profondità; all’esibizionismo, l’intimità; alle polarizzazioni, l’incontro con gli altri, con sé stesso e, al fondo di sé stesso, con Dio.

All’alba della Domenica trionfano la gioia e lo stupore. È il giorno senza il quale la nostra fede sarebbe vana (cfr. 1Cor 15,14). È il cuore dell’annuncio cristiano che dal giorno di Pasqua si diffonde di domenica in domenica per ogni generazione e in ogni luogo: «Celebriamo la Pasqua liturgicamente nel corso di pochi giorni, ma ci vuole tutta la vita per scoprirne il significato»[6].

Che la luce di questo giorno benedetto possa invadere i nostri cuori, le nostre famiglie, le nostre comunità, per raggiungere e illuminare il mondo intero.

Buona Pasqua!

Marco

[1] P. MARIA EUGENIO DI GESÙ BAMBINO, OCD, Voglio vedere Dio, Libreria Editrice Vaticana, Roma2009, p. 99.

[2] Ibidem, p.151.

[3] Dal Testamento di don Pietro Margini alle comunità

[4] JOSEPH RATZINGER, Guardare al Crocifisso, Jaca Book, Milano 2006, p. 105.

[5] JOHN MAIN, Vie della meditazione, Morcelliana, Brescia 2024, p. 110.

[6] Ibidem, p. 119.

[1] P. MARIA EUGENIO DI GESÙ BAMBINO, OCD, Voglio vedere Dio, Libreria Editrice Vaticana, Roma2009, p. 99.

[2] Ibidem, p.151.

[3] Dal Testamento di don Pietro Margini alle comunità

[4] JOSEPH RATZINGER, Guardare al Crocifisso, Jaca Book, Milano 2006, p. 105.

[5] JOHN MAIN, Vie della meditazione, Morcelliana, Brescia 2024, p. 110.

[6] Ibidem, p. 119.

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