Messa di fine anno associativo 2025-2026

Introduzione alla messa

(… Che) la Vergine Maria, come è Madre della Chiesa, così anche sia la Madre della «Chiesa domestica», e, grazie al suo aiuto materno, ogni famiglia cristiana possa diventare veramente una «piccola Chiesa», nella quale si rispecchi e riviva il mistero della Chiesa di Cristo. (tratto da Familiaris Consortio, GPII)

In comunione di spirito con queste parole pronunciate da San Giovanni Paolo II, portiamo all’altare oggi nella memoria del Cuore Immacolato di Maria il nostro ringraziamento per l’anno associativo appena concluso: per le opere nelle scuole, i servizi educativi e il cammino umano e spirituale vissuto dai giovani e dalle nostre comunità di famiglie, di sacerdoti e di consacrate e da tutti coloro che sono parte viva del Movimento.

In questa Eucaristia, eleviamo un grazie speciale per il servizio premuroso di Marco e del Consiglio che lo ha affiancato, per il dono del diaconato di Simone e per la nascita di una nuova comunità nella parrocchia di Montorio Veronese.

Affidiamo al Signore il nuovo Responsabile del Movimento ed il Consiglio appena eletto, perché siano custodi di unità nello Spirito.

Prima Lettura

Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.

Dal libro dell’Èsodo
Es 19,2-6a

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 99 (100)

R. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,6-11 

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

Alleluia.

Vangelo

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,36 – 10,8 

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

“La messe è abbondante”

Questa espressione di Gesù che precede l’invio dei suoi apostoli in missione, nasce dal suo cuore colmo di compassione per quelle folle stanche e sfinite, che sono come pecore senza pastore: “vedendo le folle, ne sentì compassione”: un cuore colmo di compassione cioè di quell’amore viscerale e materno che è pronto a tutto pur di salvare i suoi figli, pur di soccorrerli e dare loro salvezza; e allora la prima condizione per muoverci in missione è proprio assumere la conformazione del suo cuore; proprio ieri abbiamo celebrato la solennità del Sacro cuore, “ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini” ripeteva Gesù a Santa Margherita. Conformarci al suo cuore, alla sua carità, che anche oggi possiamo attingere dall’Eucarestia, cuore vivo di Cristo, pane vivo che ci nutre del suo stesso amore. E conformandoci al suo cuore pieno di compassione, crescere nel desiderio di andare e consolare, di andare a quelle folle che sono come pecore senza pastore, per dare loro la sicurezza e la gioia di scoprire e seguire il buon pastore.

“La messe è abbondante”

Ma questa espressione è anche un invito a contemplare l’abbondanza di una messe che attende i mietitori. Come anche nel vangelo di Giovanni Gesù parlando con i suoi discepoli dice: “Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura”.  C’è un popolo numeroso (abbondante) che attende di esser raccolto e portato a Cristo.

Così l’apostolo Paolo mentre si  trovava a Corinto, una città difficile da evangelizzare, e stava affrontando una forte opposizione e ostilità da parte della comunità giudaica locale, durante una notte vede il Signore Gesù che lo incoraggia e gli dice: “Non aver paura; continua a parlare e non tacere, 10perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso”. 11Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.’  E’ come se Gesù gli dicesse: “coraggio, non avvilirti, sto lavorando dentro il cuore di queste persone; ne ho molte che son pronte ad accogliere il tuo annuncio”.

Guardiamo a questa “La messe è abbondante” col desiderio di portarla a Cristo, alziamo lo sguardo verso i tanti giovani, le tante famiglie e i tanti cuori che attendono di incontrare il Signore, di scoprire in Lui la gioia della loro vita. Contemplando questo popolo numeroso che ci attende, che ha nel cuore il desiderio di verità, di vita vera, noi accogliamo l’invito del Signore alla missione.

“Sono pochi gli operai’, pregate il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!”

C’è un’opera che ci attende, un lavoro impegnativo che però è accompagnato dall’azione silenziosa dello Spirito nel cuore degli uomini.

Con questa certezza e con questo sguardo desideriamo pensare al nuovo anno che ci attende; con questa certa speranza ci disponiamo con il cuore a pensare alla nostra missione, quella di portare il vangelo, cioè la gioia in tutto il mondo, portare Gesù ed aiutare gli uomini e le donne a scoprire e incontrare Cristo.

E in questa missione, portare quel dono che ci è stato affidato.

Ci auguriamo che questo passaggio, l’elezione del nuovo consiglio e del nuovo responsabile, ci comunichi un nuovo slancio apostolico nel portare il nostro dono: ci auguriamo cioè

  • un rinnovato dinamismo nel portare il vangelo della Comunione: ‘Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo. NMI 43
  • un rinnovato dinamismo nel testimoniare la Comunità, comunità di famiglie, di sacerdoti, di consacrate; testimoniare che è possibile e bello volersi bene in Cristo e che, attorno a Lui, è possibile un amore stabile e fedele, una amicizia fedele.

Inviando i suoi discepoli Gesù aggiunge: Strada facendo, predicate, guarite…”

Desideriamo poi che la fase che inizia, sia per noi una fase sempre più attenta alle parole del servo di Dio Mons Pietro Margini che nel testamento scrive “in mezzo al mondo, a servizio della Parrocchia”.

“in mezzo al mondo”, quel mondo che ha le sue insidie alle quali sappiamo di dover stare attenti, attenti a non assuefarci a quella concupiscenza che ci descrive san Giovanni, concupiscenza della carne, degli occhi e alla superbia della vita, per essere nel mondo ma non del mondo; perché “il mondo passa con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno”. Un mondo che porta con sé una mentalità a cui non dobbiamo conformarci, come dice san Paolo: “non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi, rinnovando la vostra mente”.

“in mezzo al mondo”, quel mondo che è anche la messe abbondante, una messe che custodisce in sé il desiderio di verità e l’anelito all’amore. Il mondo che è quel popolo numeroso che ci attende. Quel mondo che come dice san Giovanni, è stato amato da Dio e che vuol esser salvato da Dio. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.” Gv. 3,16

Ma come stare in mezzo al mondo?

  • Nel mondo consapevoli che innanzitutto siamo di Dio, come nella prima lettura abbiamo ascoltato: ‘se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli’.
  • Nel mondo consapevoli che siamo mandati, come gli apostoli, da Lui; e il suo mandato dice il suo sostegno, e poi il suo arrivo. Lo precediamo per preparagli la strada. Ma poi agisce Lui.
  • Nel mondo come ‘sale e luce’: è Gesù che ci offre queste due espressioni, che possono esser anche indicazioni di metodo con cui stare in missione: ‘voi siete il sale della terra’: il sale si scioglie per dare sapore alla terra, così la nostra vita si inserisce nelle relazioni, negli incontri, in un dono totale di sé, per comunicare il sapore del vangelo, la novità del vangelo, la bellezza della comunione, comunione che dà un gusto nuovo e una gioia nuova alla vita degli uomini.

siete la luce del mondo”: la luce risplende. Così siam chiamati con intelligenza e coraggio a trovare nuove vie , nuove forme, nuovi modi, nuovi contesti che ancor non conosciamo, per far risplendere il nostro dono.

E l’altra frase del testamento dice: “a servizio della Parrocchia”: in missione con un rinnovato amore alla Chiesa, quella presente nel territorio dove viviamo, negli ambienti che frequentiamo, che abitiamo, che sono il campo della nostra missione.  Siam chiamati ad essere Lì dove siamo ogni giorno “come l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani”. (lettera a Diogneto)

Il Cuore Immacolato di Maria, di cui oggi facciamo la memoria, ottenga dal Signore per noi e per questo nuovo inizio, come scriveva nel testamento il servo di Dio Mons. Pietro Margini, “una meravigliosa benedizione.”

Preghiere dei fedeli:

  1. Per la Chiesa, chiamata a essere nel mondo segno dell’amore di Cristo, perché annunci con fedeltà il Vangelo e sappia accogliere ogni uomo e ogni donna con misericordia e speranza; e per il Santo Padre Papa Leone XIV, perché lo Spirito Santo lo sostenga nel suo ministero e lo illumini nelle scelte a servizio dell’unità, della pace e della comunione tra tutti i fedeli. Preghiamo.
  2. Grazie, o Signore, per il dono dei nostri sacerdoti. Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, Madre dei sacerdoti e Madre della Chiesa, affidiamo a Te ciascuno di loro ed oggi in particolare, nel giorno del suo compleanno, don Pietro Adani: custodiscili nella Tua pace, sostienili nelle prove, rinnova il loro entusiasmo e rendi fecondo il loro ministero. Preghiamo.
  3. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Vogliamo ringraziarTi Signore per la presenza in questi anni di Marco, per il suo prezioso servizio per il bene e l’unità di tutto il Movimento che ha guidato con dedizione e sapienza, per i consiglieri che lo hanno sostenuto condividendo con lui gioie e fatiche. Ricolmali di ogni benedizione già su questa terra e in Cielo. Preghiamo.
  4. Ti preghiamo Signore per tutti i giovani. Accompagnali con il Tuo Spirito nella ricerca ardente della Tua volontà; poni sul loro cammino educatori appassionati al loro bene. Per intercessione di Maria, dona loro la grazia di rispondere prontamente alla Tua chiamata.
  1. Ti ringraziamo, o Padre, per il dono che Romano Onfiani ha fatto della sua vita a servizio di tutti noi .Ricompensalo con la gioia della piena comunione con te e del vederci uniti nel proseguire il cammino che ci attende nella fedeltà agli insegnamenti di don Pietro Margini. Noi ti preghiamo
  2. Ti affidiamo o Signore la piccola comunità di famiglie appena nata “San Giuseppe, sposo di Maria”, perché sappiano accogliere con gioia contagiosa il Tuo disegno di bene su di loro e perché siano segni del Tuo amore laddove sono chiamati. Preghiamo.
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