Omelia 1 Novembre 2020, don Benedetto Usai

Omelia Solennità di Tutti i Santi 2020

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro.

Il Signore, non vede l’ora, di annunciare le Beatitudini. Non vede l’ora, di far conoscere, qual’e’ la speranza di Dio. È venuto per questo, la gente si accalca, perché ha intuito la Novità’. La scena, nella sua semplicità, è’ molto familiare: Gesù vede le folle, si mette a sedere e annuncia le Beatitudini. C’è già una sintonia, di sentire e di cuore, per cui non c’è bisogno di richiamare l’attenzione. Chi è il santo? Santo è colui ha scelto di ‘lasciarsi distrarre da Gesu’ ed impara a non ascoltare altri nella vita se non Lui, è impaziente di ricevere la sua Parola perché ha compreso che quella Parola è capace di fare verità: perche parla di te, di quello che sei e di quello che desideri. È come se ogni volta ti rileggesse, offrendoti la meraviglia, di vivere ora nella contemporaneità di Dio”…perché di essi è il Regno dei Cieli…”. Gesù parla al presente, è adesso che possiamo sperimentare il Regno, non dobbiamo aspettare. Di cosa abbiamo realmente bisogno per vivere da santi? Della preghiera, che favorisce ogni volta un incremento nel bene, sia per me che per chi mi sta vicino, perche’ il Signore ha cominciato a prendere casa. Ha trovato un piccolo spiraglio, da dove è potuto entrare, e ha cominciato ad illuminare ‘la stanza’. E noi, abbiamo cominciato a bearci di questa Presenza, che porta con se’ Pace… e siamo solo all’inizio, perché da un piccolo spiraglio, si apre una voragine, che fa luce a tutti.

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