Omelia 13 Dicembre 2020, III Domenica di Avvento

Omelia III Domenica di Avvento, 13 Dicembre 2020, don Benedetto Usai

Rallegratevi nel Signore sempre

La terza domenica di Avvento è chiamata domenica “gaudete”.

San Paolo esorta i cristiani a gioire perché la venuta del Signore è sicura e non tarderà. Tutta la Chiesa fa proprio questo invito, mentre si prepara a celebrare il Natale e il suo sguardo si dirige sempre più verso il mistero di Betlemme.

In quella povera grotta si rivela il Dio-con-noi, il Dio a noi prossimo, non semplicemente in un senso spaziale e temporale; la nostra vita è quella povera grotta perché Gesù ha “sposato” la nostra umanità per elemosinare le nostre poverta’ e trasformale con la sua Grazia nella sua stessa Vita. Sceglie infatti di essere in tutto come noi, tranne che nel peccato, perché desidera farci come Lui.

La gioia cristiana scaturisce da questa certezza: Dio è vicino, è unito a me, è unito a noi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele. E questa gioia rimane anche nella prova, nella stessa sofferenza, fino nel profondo del nostro cuore: ha l’abito di una piccola fiammella, che non vuole spegnersi, perché il Signore non ci vuole perdere. In questo tempo di pandemia, dove tanti sono gravati da condizioni sfavorevoli, sia fisiche che economiche, ci viene spontanea una domanda: ma è ancora possibile oggi questa gioia?

Santa Teresa di Calcutta così scriveva: ‘Noi aspettiamo con impazienza il paradiso, dove c’è Dio, ma è in nostro potere stare in paradiso fin da quaggiù e fin da questo momento. Essere felici con Dio significa: amare come Lui, aiutare come Lui, dare come Lui, servire come Lui” (La gioia di darsi agli altri).

Si è possibile, nella misura in cui come san Giovanni Battista diciamo a noi stessi: ‘Io non sono il Cristo, lo sei Tu’.

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