Omelia 14 Giugno 2020, Santissimo Corpo e Sangue di Gesù

Omelia Santissimo Corpo e Sangue di Gesù, 14 Giugno 2020

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.

Quando sono contento? Quando posso condividere ogni mia più piccola gioia con qualcuno.
La vivo in pienezza se non rimane solo una mia proprietà, perché non esiste gioia che non sia condivisa. Ad es: un bimbo che nasce non accetta di esistere se non sente di appartenere a qualcuno, di essere la carne di qualcuno, rimane vivo perché la mamma gli sorride. Per compiere il viaggio della nostra vita, così com’è stato per il popolo di Israele, dobbiamo ritornare all’origine e non dimenticare il motivo del nostro esserci. Sono cosciente di essere vivo quando riscopro come ho ricevuto la vita e il modo con cui continuo ad esistere nel tempo, che sono come un trampolino proiettato verso Casa: vivo perché so di esistere nel cuore di qualcun altro e di essere sempre il benvenuto, così che a mia volta io possa offrire la medesima ospitalità. Gesù sa chi siamo, ha voluto rimanere con noi nell’Eucarestia, per continuare ad indicarci come camminare: dove appoggiare piedi, quali sassi scegliere per appoggiare il nostro peso, per trovare l’acqua che ci sostenga nel nostro pellegrinaggio. ‘Ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima e nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri’. La sua Carne è la mia vita, la sua Parola è il mio respiro, la sua Comunione è la mia gioia. Facci uno con Te, uniscici alla Tua Carne, perché non ci illudiamo di ritrovarti da soli.

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