Omelia III domenica del tempo ordinario, 26 Gennaio 2020, don Benedetto

Omelia III Domenica del Tempo Ordinario, 26 Gennaio 2020

Di fronte ad un mondo che è confuso, dove spesso ci si muove a tentoni per il timore di inciampare in qualche sterpaglia, sono due le possibili soluzioni per imparare a starci: continuare a camminare incurante dei pericoli che si presentano sulla strada, oppure fermarsi per pensare ad un modo per illuminare i passi da fare. L’arresto di san Giovanni Battista è per Gesù la ‘lampada per i suoi passi e luce sul suo cammino’ (sal 119), la conferma che ora tocca a Lui prendere il testimone, per continuare a far risplendere quella luce che era stata accesa. Così parla Gesù, con voce potente e con vero trasporto: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’. La prima scelta che compie, per dare corpo alla sua Parola è la chiamata dei primi discepoli. ‘Venite dietro a me’, dice l’ancora Gesù scegliendoli uno ad uno, ‘vi farò diventare pescatori di uomini’. Seguite le impronte che la polvere lascia, cercate di non perdere il passo, fidatevi e non dubitate. La strategia per ridare luce al mondo, brilla ai nostri occhi per la semplicità della soluzione proposta, che si presenta come la più sicura e la più credibile: seguire Lui che cammina avanti a noi. Come quando, mentre ad ogni passo sprofondi nella neve fresca, e ti agiti perché temi di aver perso la direzione giusta per tornare, sei raggiunto da una voce amica che ti orienta di nuovo verso la meta. A quando scende la notte? Ci fermiamo, ci riposiamo, e l’indomani ripartiamo. Chi vive la notte, non azzardi a mettersi in cammino da solo, ma attenda che sia un altro a prendere la sua mano. E se il respiro diventa affannoso per la tanta polvere che il procedere alza, non si scoraggi ma continui a guardare avanti, a Lui che si è già fermato per aspettarti.

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