Omelia Solennità Assunzione di Maria, 15 Agosto 2020, don Benedetto Usai

Omelia Solennità Assunzione di Maria 15 Agosto 2020

O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. (Sal 62)

Tutta la storia dell’uomo si concentra in un incontro, che diventa luce da dove guardare tutto, e comprendere con maggior chiarezza il motivo del nostro esserci. Ci siamo per un incontro, abbiamo un cuore adatto a realizzarlo, viviamo nell’attesa che si compia. Siamo assetati e mai paghi, fino a quando non troviamo chi può colmare la nostra sete, e dare refrigerio alla nostra vita. Guardiamo ai bimbi, che non vogliono nessuno se non la loro mamma, e piangono appena questa si allontana di qualche passo. La vita di Maria Vergine è come quella di un bimbo, sempre attenta alla voce di chi le dona vita, che sussulta di gioia quando sa’ di essere sicura, protetta, custodita tra le sue braccia. Per questo non teme poi di muoversi, e di regalare ad altri, partendo dai più vicini, la stessa protezione. È da qui che nasce la sua missione, che è la stessa per ciascuno, e che mai come adesso si mostra urgente: mostrare Dio presente nel mondo, nei passaggi delicati che la vita riserva, in una routine che lascia spesso il posto allo sconforto, in un clima di indifferenza da Dio che disorienta anche i più credenti.
Dove sta’ la grandezza di Maria? Nella sua piccolezza di creatura, preservata dal peccato, che ha dato credito a Colui che la cercava da sempre. Dio stesso le ha fatto da sarto, l’ha ricamata con pazienza per essere la sua culla, scegliendo per Lei il tessuto più pregiato: la fede. Chi dice fede dice Dio, Lo cerca, e rimane in ascolto di Lui che si fa nostro ospite.
‘Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo’. Dove poteva infatti essere coccolato il Dio della Vita? Solo dove poteva essere dato, perché tutti lo potessero incontrare ed essere mossi nel desiderio di poter stare con Lui per sempre. Chi vive di fede è proiettato fuori da se’, perché’ in Dio trova la Vita, e nessuno può rimanerne escluso. In Maria si disvela il Cielo, Lei è la prima che lo abita e lo indica.

POTREBBE INTERESSARTI

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Condividi: