Notte di Natale 2019, omelia di don Benedetto Usai

‘Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo’

Omelia Notte di Natale 2019

Ci sono tante persone gravate da croci pesantissime, che tolgono il fiato, e ingenerano un senso di smarrimento, di impotenza, e di spossatezza che mal si concilia con il Natale del Signore. Cosa può offrire il suo Natale alla mia vita così provata?
‘Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia’.
Un bambino? Signore, ma ci stia prendendo in giro? Dai! non scherzare. O ha dei superpoteri, oppure, cosa ce ne facciamo?
La croce ci sbatte a terra, il suolo freddo ci accoglie, mentre lo sguardo fissa il vuoto. Ci denuda dei nostri sporchi abiti, il gelo invade le ossa, tremiamo per la solitudine che ci avvolge. Ora, questo preciso momento, cosa ci chiede?
Ascoltare quel vagito, che si fa pianto, in attesa di qualcuno che lo conforti. È la nostra prima parola, che diventa la voce di chi si arrende, ed invoca,con le forze che gli restano, un volto tenero e due braccia forti. È l’annuncio dell’angelo che colma di gioia la vita di Maria, è il saluto della Vergine a Santa Elisabetta che fa sussultare il Battista nel grembo della cugina, è la voce del Cielo che prorompe nella notte e raggiunge il cuore dei pastori. È Gesù che prega, mentre si distende inerme su quel patibolo e al Padre consegna il suo spirito. ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’ (Lc 23,46).
Vieni tu o Padre ad abitare tutta la mia ‘perduta vita’ e falla risplendere della tua luce eterna ‘Ora lascia o Signore che il tuo serva vada in Pace, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, luce per illuminare le genti’.
Il Signore si incarna in un bambino per rivelarci che la potenza della sua salvezza invaderà la nostra esistenza con la forza debole della fede, un sussurro che diventa un annuncio che colma Il silenzio della notte. Sarà Lui che salirà sulla Croce, e su tutte quelle che ci sceglieranno, con l’umiltà di un bambino che sa farsi sentire.

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