Questione di priorità – Omelia don Pietro Margini

Omelia XVII Domenica del Tempo Ordinario

Questione di priorità

1 Re 3, 5. 7-12; Rm 8, 28-30; Mt 13, 44-52.

Il Signore ci insegna a valutare le cose. Il Regno di Dio, tutto quello che si chiama Regno, lavoro, lavoro insieme, Chiesa, tutto quello che insomma il Signore ha portato, ha il valore massimo: non si dà un valore più grande.

Troppe volte in noi prevalgono altre valutazioni, perché prevalgono altri interessi, perché s’affermano altre ansie. Dobbiamo giudicare noi stessi, perché se vogliamo essere suoi discepoli, se vogliamo mettere in serbo come il saggio padrone di casa, se vogliamo essere pronti in ogni evenienza dobbiamo partire di qui, partire da come valutiamo. Che cosa pensiamo di più, cosa desideriamo più intensamente e più frequentemente?

Il Signore ce lo ha detto quando ci ha insegnato a pregare, le prime tre domande del Padre Nostro sono sommamente indicative: “Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà”. Questo dobbiamo realizzare, questo dobbiamo ardentemente volere e porci disponibili, in altri termini la santità che deve avere un cristiano, la santità autentica che tutti devono avere; la santità eroica è solo di quelli che la Chiesa pone come esemplari, ma la santità è un patrimonio di tutti, dev’essere desiderata, voluta, perché un cristiano dev’essere autentico, altrimenti pone della falsità, dice delle cose che in realtà non vuole, pone dei riti e nel rito non pone un’anima.

Voler davvero la perfezione cristiana, volerla davvero nella fede, volerla davvero nella carità. Impegniamoci ad essere ben saggi della saggezza che ci insegna Gesù, approfittiamo della sua misericordia per non lasciare cadere il dono, per non trattare la perla o il tesoro come non dev’essere trattato. Trattare le cose preziose, quelle che sono tali agli occhi della Sapienza infinità che è Dio.

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