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Auguri di don Luca Ferrari a don Andrea Volta in occasione del 10° anniversario di ordinazione sacerdotale

Auguri di don Luca Ferrari a don Andrea Volta in occasione del 10° anniversario di ordinazione sacerdotale

Piacenza, 17 Maggio 2026

Una sera di qualche anno fa – ormai qualche anno fa! – era una stagione come questa, pioggia e poi sole… Quel giorno era piovuto e mi avevano chiamato a parlare in una parrocchia. Eravamo sotto una tensostruttura e c’erano parecchi giovani seduti in questo tendone; alla fine dell’incontro viene una persona e mi dice: “Ma lo sai che tra questi ragazzi ce n’è uno che sta pensando alla sua vocazione?”.

Allora io lo guardo e gli dico: “Era quel ragazzo nella quarta fila, al terzo posto da destra?”; quella persona mi guarda e mi dice: “Come fai a saperlo?”.

Negli anni mi sono accorto che ci sono due generi di persone che hanno una luce spettacolare negli occhi.

Le prime sono le persone che stanno per fare un dono di tutto se stessi. Bellissimi! Ci sono dei ragazzi invece in cui lo sguardo si spegne in pensieri, preoccupazioni, paure, egoismi. Si vede bene, ma si vede anche quando uno desidera che tutta la sua vita sia un dono!

La seconda categoria di persone con gli occhi pieni di luce sono quelli che hanno fatto di tutta la loro vita un dono. E lì, indipendentemente dall’età, lo vedi, glielo leggi nel volto.

Bene, non avrei immaginato che quel giovane sarebbe diventato mio confratello e addirittura oggi il mio parroco: era don Andrea! Di questo davvero oggi sono profondamente riconoscente perché, come ha promesso il Signore: “Io sarò con voi sempre, tutti i giorni”, così lo sperimentiamo.

Qualche anno fa, un segretario di un Papa, ricordava con me il periodo in cui gli spostamenti erano a piedi o a cavallo e quindi erano piuttosto rari, per cui, quando si incontrava il Papa di persona, la Chiesa prevedeva che si ricevesse l’indulgenza plenaria, cioè erano perdonati tutti i peccati e scontate anche tutte le fatiche dei peccati, ogni volta che vedevi il Papa. E questo segretario mi diceva: “Ma pensa, io lo vedo tutti i giorni, anche più di una volta al giorno! E allora che cosa faccio? L’importante è che non mi dimentichi di quel dono, perché il Signore continuamente mi vuole rigenerare nell’incontro col Papa”.

Beh, in un certo senso, possiamo dire che è vero anche per noi, perché nel sacerdote, e nel parroco in particolare, Gesù presiede la sua famiglia, la sua comunità e quindi davvero avere il dono di abitare con don Andrea significa continuamente rinnovare la memoria che Gesù è presente in mezzo a noi, ci parla, ci ascolta e anche sceglie, che è un compito delicato e così prezioso.

Quello che ci sentiamo oggi di augurarti è di sentire innanzitutto da parte nostra la gratitudine, perché non sempre siamo capaci di esprimerla così splendidamente… Sappi che questa è vera, è profonda! Ma vorrei anche augurarti che nelle tue comunità tanti giovani possano fare questa stessa esperienza che è stata donata a te, di offrire la loro vita al Signore e, attraverso di loro, il Signore diventi davvero presente, incontrabile da tante parti.

Ecco, auguri don Andrea. Grazie!

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