
Nella giornata di giovedì 04 Dicembre don Tommaso Catellani ha discusso la tesi dottorale presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Il tema riguardava il rapporto tra spiritualità e liturgia, come da riassunto sotto riportato.
Don Tommaso era accompagnato da familiari e amici, con un nutrito gruppo dei ragazzi della Parrocchia Santi Pietro e Paolo.
Dopo la discussione nell’aula dedicata al Beato Alvaro del Portillo, è stato proclamato dottore in teologia e vestito dal suo relatore con la toga che segna il suo ingresso nella comunità accademica. Accanto a questo rituale, molto formale, tuttavia non è mancata la familiarità delle congratulazioni e della gioia del Gruppo Luce che don Tommaso ha molto contributo a formare in parrocchia. Anche i numerosi amici, sacerdoti e familiari, arrivati da Reggio Emilia hanno potuto apprezzare l’istituzione universitaria che garantisce il “lusso del pensare” in modo rigoroso, ma al contempo agganciato alla vita.
Terminata la discussione si è fatto festa con un pranzo per poi dirigersi nella vicina Basilica di Sant’Apollinare per una preghiera finale.
Titolo: Il ruolo della liturgia nello sviluppo della vita spirituale come organismo vivente.
Abstract:
La presente ricerca indaga il ruolo della liturgia nello sviluppo della vita spirituale, interpretata come organismo vivente. L’intento è di superare la separazione, spesso presente nella teologia contemporanea, tra liturgia e spiritualità, proponendo una visione integrata nella quale la liturgia non costituisce un elemento accessorio, ma una funzione vitale dell’organismo spirituale del credente.
Dopo un’analisi storico-critica della manualistica liturgica e spirituale del XX e XXI secolo, l’autore individua una persistente frammentazione epistemologica tra i due ambiti. La prima parte della tesi elabora lo status quaestionis, mostrando come la perdita di un linguaggio condiviso abbia ridotto la comprensione della spiritualità liturgica a una dimensione estetica o devozionale.
Nella seconda parte, l’autore costruisce le basi epistemologiche condivise per cui la spiritualità e la liturgia possano dialogare tra loro. In un secondo momento, elabora un modello organico della vita spirituale, articolato in cinque fasi – fecondazione e gestazione, nascita, crescita, maturità e sofferenza – in ciascuna delle quali la liturgia svolge una funzione specifica. Essa è presentata come mediazione sacramentale del Mistero pasquale, capace di fecondare, nutrire e rigenerare la vita teologale del credente.
Il contributo teologico principale della tesi consiste nel proporre una riconciliazione epistemologica tra teologia liturgica e teologia spirituale, riconoscendo nella liturgia l’“organo vitale” che genera, struttura e porta a compimento la vita cristiana. In questa prospettiva, la liturgia non solo culmina nella vita spirituale, ma la rende possibile, trasmettendo nel tempo la virtus salvifica del Mistero di Cristo e aprendo la quotidianità alla dinamica pasquale della grazia.
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