Con il cuore pronto: insieme, verso le elezioni 2026
Domenica 1 Marzo 2026
Riassunto degli interventi:
1) Preghiera – senso di fede
Il momento in preparazione alle elezioni va vissuto anzitutto con un grande spirito di fede.
L’elezione dei consiglieri e del responsabile non è solo un atto organizzativo, ma un evento
ecclesiale: è lo Spirito Santo che guida la Chiesa e opera anche attraverso il nostro discernimento.
Per questo è richiesto un atteggiamento di preghiera intensa, invocazione dello Spirito, fiducia e
speranza. La Chiesa nasce dal dono di Cristo sulla croce: è Lui che continua a guidarla. Questo
passaggio va quindi vissuto con serenità, senza timori, nella certezza che il Signore conduce il
cammino e suscita le persone necessarie al servizio del movimento.
2) Amore alla realtà del movimento
Il secondo atteggiamento è far crescere nel cuore l’amore al carisma e la gioia per il dono ricevuto.
È un dono riconosciuto dalla Chiesa e affidato alla nostra piena responsabilità nel viverlo e farlo
risplendere: “lo stile è la comunità”. Il dono più grande da offrire alla Chiesa e al mondo è proprio la
bellezza della comunione vissuta, secondo il ritmo ordinato della regola e delle dimensioni
fondamentali del carisma (consacrazione, comunione, missione).
Chi sarà chiamato al servizio di governo dovrà essere uomo di comunione, di consacrazione e di
disponibilità generosa, capace di esprimere e custodire questo dono.
3) Conversione come purificazione del cuore e accoglienza di chi è chiamato a guidare
Il terzo passaggio è la conversione. In questo tempo siamo chiamati a uscire da noi stessi, a
superare protagonismi, rivendicazioni o contrapposizioni, invidia e vanità per lasciar spazio allo
Spirito.
Conversione ad una sincera opera di amicizia nella purificazione del cuore: solo così possiamo
diventare docili e disponibili.
Questa conversione include anche la disponibilità ad accogliere chi sarà chiamato a guidare,
riconoscendo nell’autorità un segno della paternità di Dio e uno strumento di unità. L’unità è dono
da invocare e costruire attorno a Cristo, alla sua Parola e alle persone che Egli dona come guide.
Opportunità per riprendere in mano lo statuto ed apprezzarne l’equilibrio: ogni parola è calibrata in
modo sapiente. È essenziale custodire un atteggiamento di discrezione, lasciando cadere le
chiacchiere inutili: avere fiducia che le scelte siano motivate dallo Spirito e trattare le elezioni con
questa cura. La modalità di voto esprime una chiara scelta comunitaria: si decide e si vota insieme,
non come singoli.
1) Sentimento di gratitudine
Il primo atteggiamento con cui andare alle elezioni è la gratitudine.
Nonostante fatiche e problemi, lo sguardo d’insieme genera una grande speranza: comunità che si
vogliono bene, che amano il Signore, che servono il movimento e la Chiesa, che pregano e
restano fedeli anche nelle ferite.
L’ideale è vivo, attuale, adeguato al tempo che stiamo vivendo. Per questo il primo sentimento non
può essere la lamentela o la recriminazione, ma un sincero “Grazie, Signore”.
Andare alle elezioni con spirito grato significa riconoscere che il Signore continua a operare e che
il seme della fede, dell’amicizia, della comunione e della famiglia è ancora fecondo. Il compito è
custodire e salvare questo seme.
2) Occasione di conversione
Le elezioni non sono solo un passaggio tecnico o organizzativo: sono un’occasione di conversione.
La conversione è la via per realizzare le nostre famiglie e le nostre comunità secondo il pensiero di
Dio.
3) Magnanimità
La terza parola è magnanimità: allargare il cuore, avere uno sguardo grande.
I piani di Dio sono più ampi dei nostri e la storia del movimento lo dimostra: guardando al passato
si riconosce un’abbondanza di grazie superiore a quanto si sarebbe potuto immaginare.
Magnanimità significa avere fede grande, preghiere grandi, desideri grandi. Non accontentarsi del
minimo, ma pensare in prospettiva, non solo ai prossimi anni ma al futuro del movimento nel
tempo.
Anche guardando al nuovo consiglio, non conta solo ciò che farà nell’immediato, ma la capacità di
progettare con fede e ampiezza di cuore. Per questo occorre chiedere al Signore uno sguardo
largo, fiducioso e coraggioso, capace di pensare e desiderare in grande.
Consiglieri non si nasce, si diventa! Identikit del consigliere
1. Passione per l’unità e la comunione
> Desidera e custodisce l’unità come bene primario.
> Pondera scelte, idee e progetti alla luce dell’unità.
> Prega per la comunione, consapevole che è un dono.
> Vuole bene alle diverse vocazioni, riconoscendo che insieme si esprime meglio la ricchezza del carisma.
> Vive e incarna l’ideale di consacrazione, comunione e diaconia (servizio).
2. Amore per tutto il movimento
> Ama le missioni e i servizi del movimento.
> Conosce e valorizza tutte le realtà, anche quelle che non vive direttamente.
> Si informa, conosce e sostiene ogni iniziativa, contribuendo a collegare centro e periferia.
3. Generosità e disponibilità
> Non deve essere “perfetto” o già pronto: consigliere si diventa.
> La qualità fondamentale è la generosità, non l’infallibilità.
> Offre la propria disponibilità senza paura, per amore del movimento, non per
visibilità.
4. Visione
> Ha magnanimità: cuore largo e visione lunga.
> È pronto a navigare in tempi complessi e nuovi: sa custodire ciò che genera vita e discernere ciò che va rinnovato.

