
Una calda giornata di fine estate ha fatto da cornice, sabato 20 settembre 2025, a un momento molto significativo. A Borzano di Albinea, presso la Casa per ferie “Cà Monte” recentemente ristrutturata, si è svolta una celebrazione intensa e partecipata: l’intitolazione della struttura a Umberto Roversi.
Umberto, salito al cielo prematuramente nel 2018, ha lasciato un’impronta significativa in quanti lo hanno conosciuto. Primo responsabile del Movimento Giovani, attivamente partecipe del carisma del Movimento Familiaris Consortio, Umberto è stato per molti un esempio di fede cristiana, di amore per la famiglia e di impegno generoso verso i giovani, vivendo con coerenza e determinazione i suoi valori fino all’ultimo giorno. La sua testimonianza, semplice e luminosa, continua a ispirare chi oggi ne raccoglie l’eredità: in particolare il MovGiovani, che consiste in un percorso educativo e spirituale, proposto dal movimento Familiaris Consortio e rivolto ai giovani, compresi dall’età delle scuole superiori fino ad universitari e lavoratori.
La cerimonia è stata preceduta da un momento di preghiera silenzioso e intenso: recitando il rosario, i giovani hanno raggiunto in cammino Cà Monte partendo dal cimitero di Borzano, dove Umberto riposa. Un gesto semplice che ha unito il ricordo alla speranza. Durante la dedicazione, è stata fatta memoria della figura di Umberto con grande delicatezza, non soltanto attraverso gli interventi del responsabile del Movimento, Marco Reggiani, don Luca Ferrari, ed un suo amico, Massimo (appartenente alla stessa piccola comunità di famiglie) ma anche – e soprattutto – attraverso le sue stesse parole raccolte in quello che è il suo testamento spirituale “I pensieri notturni”. (Qui i discorsi completi). Alcuni passaggi dei suoi scritti sono stati letti da don Luca, restituendo la profondità interiore di un uomo che nella fragilità della malattia ha saputo cercare con tenacia e intelligenza il volto di Dio e ha saputo custodire la propria vocazione. Con queste parole inizia la sua riflessione ne “I pensieri notturni”: “Abbiamo tanti veli che ci avvolgono, che filtrano i nostri pensieri, le nostre percezioni, la capacità di vedere fuori e soprattutto dentro di noi. Risulta molto difficile togliere questi veli. La malattia te li toglie tutti, al volo, gratis”. Continua Umberto: ““Se svuoti tutto, perché ti viene tolto tutto, capisci cosa ti rimane in mano di quello che è stata ed è la tua vita… e se rimane qualcosa. Capisci quello che conta e quello che non conta, quello su cui vale la pena giocare tutto e quello che ci allontana dal tutto […] In definitiva cosa mi rimane in mano? La mia vocazione, quella che è, come l’ho accolta e compresa, come le ho corrisposto nel dono della mia vita”.
Nel pomeriggio, per rendere omaggio alla sua persona, è stata esposta un’opera d’arte commissionata all’artista reggiano Alfonso Borghi, che oggi impreziosisce Cà Monte. La tela è intitolata “Si balla sempre tra l’abisso e il cielo” – tratta dalle parole stesse di Umberto. Come solo l’arte sa fare, pennellate decise e vibranti narrano qualcosa che va oltre l’immagine, aprendo a differenti interpretazioni. Tre figure, sospese tra cielo e terra, sembrano danzare nel mistero della vita. Tratti materici raccontano di un incontro, suggerendo forse una danza, un movimento. Il blu profondo e l’oro – con accenni di rosso – parlano di luce, di passaggio, di comunione. Di quella comunione che Umberto tanto desiderava e alla quale ha dedicato la sua vita, scrivendo: “Sono chiamato a vivere una vera e bella comunione di amore”.
Tra le testimonianze di chi ha conosciuto Umberto, raccogliamo queste parole:
“Ci sono alcune parole in grado di illuminare una vita e segnare una direzione – racconta G. – Ricordo bene l’inaspettato entusiasmo di Umberto e di sua moglie Chiara per la scuola di specializzazione medica che stavo valutando di scegliere. Si trattava di un ambito di nicchia, allora con prospettive di lavoro incerte. E questo suscitava molte perplessità intorno a me. Quella sera a casa sua, Umberto mi incoraggiò sulla strada che poi ho percorso fino in fondo e che mi ha condotto in luoghi davvero inaspettati. In questa e in altre situazioni, Umberto è stato un importante punto di riferimento. Subito dopo la laurea specialistica, ho firmato un contratto a tempo indeterminato, iniziando a lavorare presso una struttura pubblica ospedaliera. Le sue parole preziose, raccolte nei Pensieri Notturni, risuonano nel mio cuore e accompagnano quotidianamente la mia pratica clinica a contatto con pazienti oncologici”.
Ancora, le parole di alcuni tra i più giovani che non hanno conosciuto direttamente Umberto. Raccontano Aurora, Francesco, Ilaria e Giovanni:
“Abbiamo conosciuto Umberto attraverso i nostri educatori e alcune persone che ci hanno accompagnato in diversi momenti della nostra vita. In loro abbiamo sperimentato l’amore disinteressato e la speranza viva che Umbo per primo ha trasmesso loro. Nei “Pensieri notturni” in particolare, le parole ferme e sincere riguardo l’amicizia e la famiglia sono punti di riferimento utili per ricercare la vita piena e bella che desideriamo, trovando in Dio sostegno e in Maria un rifugio, a cui affidarsi per scegliere e vivere ogni giorno con gratitudine.”
La cerimonia di intitolazione è stata accompagnata dalla liturgia di benedizione di Cà Monte, con la preghiera che possa essere un luogo in cui essere rigenerati, incontrare Cristo risorto, vivere la fraternità e l’amicizia in Lui.
La struttura è infatti disponibile a chi la richieda per settimane comunitarie di gruppi di giovani e di famiglie. Per info info@casaperferiecamonte.it
Questo luogo, insieme alle case poco più in basso (Bicocca ed Ecce Mater), affidate specificamente alla «Comunità Sacerdotale Familiaris Consortio», oggi continua ad essere un segno di accoglienza ed un’opportunità per favorire l’approfondimento della propria fede, il silenzio dell’ascolto, la condivisione comunitaria.
Sono diverse le iniziative organizzate: nell’immediato sono attivi un percorso tematico mensile guidato da don Sergio Billi “La vita di Dio nella vita dell’uomo” ed una proposta di meditazione spirituale mensile “Venite in disparte voi soli e riposatevi un po’ (Mc 6,31).
Oltre queste, è calendarizzato un percorso rivolto alle coppie, “Vi ho chiamato amici”, per approfondire e scoprire il valore dell’amicizia per la vita di coppia.
I dettagli nelle locandine e qui
