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Marco Reggiani // Auguri di Natale 2025

Cari amici, carissimi giovani e carissime comunità,

desidero raggiungere ciascuno con i miei migliori auguri di un Santo Natale e di uno splendido Anno Nuovo.

La liturgia ci accompagna in questi giorni a comprendere come tutta la nostra vita sia un tempo santo, santo perché santificato dal mistero della presenza di Dio nelle vicende umane, santo perché luogo della nostra santificazione.

Se ci volgiamo indietro all’anno che sta per concludersi, qual è il sentimento che prevale? Quando faccio questa domanda nelle classi, inevitabilmente ci sono momenti di silenzio, perfino di imbarazzo. Qualche ragazzo sussurra: “a me non è accaduto nulla di bello”, “a me sono successe solo cose brutte”.

Con la luce della fede noi possiamo guardare indietro e scoprire la nostra storia della salvezza, personale e comunitaria: quanti incontri, persone, eventi, gioie e dolori, fatiche e riposo, amicizie e relazioni! E possiamo volgere lo sguardo ancora più in là nel tempo, per scoprire come Dio abbia ricamato con la sua Grazia, e con le sue grazie, l’ordito e la trama che ci hanno plasmato.

Pur nel dolore del distacco, dobbiamo riconoscere che di questa opera di Dio fanno parte a pieno titolo le persone che hanno incrociato le nostre vite, per noi testimoni della prima ora, che oggi per la grazia di Dio sono nella luce piena del paradiso.

Queste tracce della presenza di Dio sono segni, segni di una promessa che attende di essere realizzata.

Il Natale è il compimento di questa promessa preannunciata dai profeti, che ha il suo principio nel segno della debolezza:

“Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,

un virgulto germoglierà dalle sue radici” (Is 11,1).

Il Natale non può essere allora un giorno come gli altri, una festa come le altre, una formalità tra le altre.

Come ha detto Papa Leone XIV nel suo ultimo viaggio apostolico in Turchia, occorre “rinnovare nella fede la forza della nostra testimonianza. San Giovanni Crisostomo, grande pastore di questa Chiesa, parlava del fascino della santità come di un segno più eloquente di tanti miracoli. Diceva: «Il prodigio avviene e passa, ma la vita cristiana resta e continuamente edifica»”[1].

In vista di un nuovo anno che si prospetta ricco di novità, di impegni e di progetti, lasciamoci trasformare dal mistero della nascita di Gesù.

Diceva don Pietro Margini che l’augurio di “«Buon Natale» vuol dire «buona nascita», perché il Natale di Gesù deve essere anche la nascita nostra… Come deve attuarsi allora la nostra nascita in unione con lui? Dobbiamo accogliere l’amore grande che il Signore ci vuole dare e dobbiamo portare a noi stessi e agli altri la sua salvezza…Lasciare che l’amore del Signore trasformi la nostra vita, che la grazia del Signore ci elevi, ci renda più buoni, ci renda più forti, ci renda più generosi”[2].

Buon Natale e Felice 2026!

Marco Reggiani

[1] Leone XIV, Omelia della I domenica di Avvento, 29 novembre 2025.

[2] Don Pietro Margini, Solennità di Natale, 1973.

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